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La situazione igienico-sanitaria nella frazione di Papanice ha superato i limiti di tollerabilità a causa dei continui sversamenti di liquami fognari non depurati. Nelle ultime ore le criticità si sono concentrate in particolare nella zona di via della Quercia, dove la fuoriuscita di acque nere a cielo aperto e il conseguente ristagno sul suolo stanno provocando forti esalazioni miasmatiche, con evidenti disagi per i residenti costretti a convivere con l’aria irrespirabile. Di fronte al perdurare del problema e ai rimpalli di responsabilità tra Comune di Crotone, gestore del servizio idrico e Struttura Commissariale regionale, è stato presentato un esposto-denuncia urgente inviato alla Procura della Repubblica di Crotone, ai Carabinieri Forestali, all’Arpacal e al Sindaco in qualità di autorità sanitaria locale.
Le contestazioni amministrative e la tutela della salute pubblica
I promotori dell’iniziativa denunciano l’assenza di un piano strutturale per l’efficientamento della rete fognaria della frazione, oltre al mancato avvio di interventi risolutivi nel breve periodo. La contestazione punta il dito contro l’atteggiamento delle istituzioni locali e l’affidamento delle competenze alle strutture commissariali, ricordando come la tutela della salute e dell’incolumità pubblica resti in capo all’amministrazione comunale e alla figura del primo cittadino ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione.
Le richieste d’intervento inviate alle autorità competenti
L’esposto depositato sollecita un pacchetto di interventi urgenti a difesa del territorio e della popolazione. In primo luogo si richiede l’invio immediato di personale specializzato dell’Arpacal e dei Carabinieri Forestali per effettuare i rilievi sulle matrici ambientali compromesse e individuare le responsabilità tecniche degli sversamenti in via della Quercia. Contestualmente si pretende che gli enti responsabili dispongano la rimozione dei liquami stagnanti, la sanificazione dei luoghi e l’attivazione di soluzioni tecniche tampone. Infine, l’atto invita la magistratura a verificare se la catena di omissioni e ritardi amministrativi possa configurare fattispecie di rilevanza penale, dall’inquinamento ambientale all’omissione di atti d’ufficio.




























