In un intervento sul quotidiano Il Foglio, il presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, delinea la visione per il futuro della sua coalizione. Una riflessione che prende le mosse dal nuovo saggio del governatore, intitolato “Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle”, edito da Piemme.

Un manifesto di valori
Per Occhiuto, l’affermazione di esponenti radicali riflette una domanda reale nel Paese, ma la vera sfida consisterebbe nel rinnovare l’identità riformista creata nel 1994 da Silvio Berlusconi.
“Roberto Vannacci – dice – ha avuto un’intuizione politica che sarebbe sciocco non riconoscere: ha visto uno spazio e lo ha occupato. Il punto è capire se il centrodestra di governo guidato dalla bravissima Giorgia Meloni debba diventare un po’ più simile a quella destra. La domanda giusta è un’altra: che cosa deve fare il centrodestra tradizionale per rinnovare una propria idea di futuro in modo abbastanza coraggioso da non vivere con l’ossessione di ciò che accade alla sua destra?”.
La gestione dei flussi
Il primo snodo programmatico riguarda l’immigrazione e le liberalizzazioni necessarie a superare le corporazioni. L’analisi evidenzia la necessità di una chiara distinzione tra ingressi regolari e clandestinità, rivendicando la centralità delle istituzioni europee.
“Meno clandestinità, più legalità. Meno sbarchi irregolari, più lavoratori che arrivano attraverso canali ordinati perché le nostre imprese ne hanno bisogno. Pensare che l’Italia possa governare da sola un fenomeno continentale significa condannarsi all’impotenza”, precisa l’esponente politico.
Parallelamente viene sottolineata l’esigenza di spezzare le rendite di posizione nel mercato interno. “La concorrenza non è una parola da convegno: significa ricordarsi che quando una categoria viene protetta artificialmente qualcun altro paga quella protezione. Le categorie vanno ascoltate. Ma le leggi vanno scritte per i cittadini”, aggiunge l’autore citando i successi ottenuti in sede amministrativa.

I giovani e i diritti
Ampio spazio è dedicato poi al ricambio generazionale, all’Europa e alla piena tutela delle libertà individuali. Il testo propone di invertire la tendenza della spesa pubblica, orientandola verso chi fa il proprio ingresso nel mondo del lavoro anziché verso anticipi pensionistici.
“Abbiamo costruito il Paese che regola le retribuzioni per scatti di anzianità. Dovremmo costruire, invece, il Paese degli scatti di futuro. Ho proposto una no tax area per gli under 35 proprio per questo”, sottolinea Occhiuto.
Sul piano sociale e della salute, la posizione ribadisce un’apertura netta: “I diritti civili non possono più essere un tabù per un centrodestra moderno e di governo. E sul fine vita il legislatore deve avere il coraggio di intervenire, costruendo regole chiare e rigorose, con consenso informato e verifiche mediche”.
La paura del cambiamento
Il progetto politico mira a intercettare l’elettorato moderato, le professionalità e i ceti produttivi in cerca di rappresentanza. L’invito al proprio partito è quello di favorire l’inclusione di forze fresche provenienti dalla società civile.
“La politica migliore non promette di congelare il mondo. Costruisce gli strumenti per starci dentro”, chiarisce il vicesegretario di Forza Italia per respingere le scorciatoie populiste.
L’analisi si conclude con un richiamo alla responsabilità di governo. “Se il centrodestra discuterà soltanto di come fermare Vannacci, di come imitarlo, di come inglobarlo, avrà già perso l’agenda. Non basta costruire una coalizione capace di vincere. Bisogna costruire una coalizione capace di governare ciò che verrà dopo”.




























