IX edizione Sguardi a Sud: a Mendicino il teatro cambia pelle e attraversa i confini

in Tempo liberoprovincia di Cosenza
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Se un pianoforte potesse raccontare un viaggio, se un marranzano potesse entrare dentro una tempesta elettronica, se una fiaba potesse ribellarsi alla propria storia e una poesia potesse smettere di essere soltanto parola per diventare corpo, voce e respiro, allora il teatro avrebbe ancora una volta trovato il modo di sorprenderci.

È da questa immagine che bisogna partire per raccontare la nuova stagione di “Sguardi a Sud” al Teatro Comunale di Mendicino, promossa dalla compagnia Porta Cenere con la direzione artistica di Mario Massaro.

Non da un calendario, non dalla semplice successione di date e titoli, né dalla rassicurante geometria di un cartellone diviso per generi. Perché qui la vera notizia è un’altra: il teatro prova a uscire dai propri confini. Incontra la musica, entra nelle fiabe, si lascia contaminare dalla danza, trasforma la poesia in suono e corpo, porta la tradizione dentro le frequenze dell’elettronica.

Porta in Calabria una storia irlandese e, nello stesso tempo, prende una voce profondamente radicata nel Sud e la proietta dentro un paesaggio sonoro contemporaneo. È questo il fil-rouge di “Attraversare i confini”, il titolo scelto per la nona stagione. Non uno slogan, ma una direzione. Sei spettacoli. Sei mondi. Un’unica idea: spostare lo sguardo.

Ed è forse proprio questo che un teatro dovrebbe fare: non limitarsi a offrirci qualcosa da guardare, ma cambiare, anche solo per una sera, il punto dal quale osserviamo il mondo. Dieci anni lasciano un segno, costruiscono una storia, sedimentano un’identità. Ma un teatro vivo non si misura dalla strada già percorsa: si riconosce dalle domande che ancora sceglie di porre, dagli argini che ancora decide di mettere in discussione. È qui che “Sguardi a Sud” trova la propria forza: nella capacità di non fermarsi, di proseguire la sua ricerca, di trasformare ogni nuova stagione in un altro modo di riflettere sul presente.

Il direttore artistico Mario Massaro afferma: «Dopo dieci edizioni continuiamo a scegliere gli spettacoli partendo da una domanda: che cosa può ancora sorprenderci? È da qui che nasce “Attraversare i confini”. Abbiamo cercato artisti e opere in grado di mettere in contatto mondi diversi e, soprattutto, di non lasciare quei mondi identici a come li avevamo trovati. “Attraversare i confini” è, in fondo, il nostro modo di intendere il teatro: non un recinto di linguaggi già definiti, ma uno spazio in cui le forme possono contaminarsi e qualcosa di nuovo prendere forma davanti agli occhi del pubblico».

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