Restituire alle nuove generazioni il significato civile della Strage di Melissa, dei fatti di Fragalà del 1949, non come memoria ferma né come bandiera ideologica, ma come lezione di dignità, lavoro, terra e cittadinanza. È questa la missione del Premio Fragalà, che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luca Mauro intende rilanciare coinvolgendo le scuole in un percorso di ricerca, creatività ed educazione civica.
L’eccidio di Fragalà, legato alle lotte contadine e all’occupazione delle terre nel secondo dopoguerra, è una delle pagine più significative della storia di Melissa e della Calabria. Una vicenda che parla di lavoro, agricoltura, diritti, organizzazione sociale e passaggio da una società rurale segnata da profonde disuguaglianze ad una stagione nuova di consapevolezza civile.
“Una comunità – sottolinea il primo cittadino – non deve avere paura di guardare indietro quando lo fa con maturità, senza divisioni e senza nostalgia. Fragalà appartiene alla coscienza collettiva di Melissa e deve diventare un terreno comune di educazione civica. Il nostro obiettivo non è ripetere linguaggi o lotte di un altro tempo, ma recuperare il senso attuale di quella storia: dignità, partecipazione, responsabilità e amore per la terra”.
“La Strage di Melissa parlò anche al mondo dell’arte e della cultura. Non solo al dibattito politico e sindacale nazionale. Se Renato Guttuso, nello stesso 1949, fissava sulla tela il tema dell’occupazione delle terre incolte, fu soprattutto Ernesto Treccani a legare direttamente il proprio percorso artistico e civile a Melissa e a Fragalà, con opere come Ritorno a Fragalà, La terra di Melissa e il monumento a Fragalà. Anche per questo il Premio Fragalà non nasce per custodire una memoria chiusa, ma per restituire ai giovani una pagina capace di parlare ancora di lavoro, terra, dignità e futuro”.
“Ecco perché – aggiunge il sindaco – partendo dall’esperienza della borsa di studio istituita nel 70esimo anniversario della strage di Melissa, stiamo pensando ad un premio che sia uno spazio aperto agli studenti, chiamati a rileggere quella pagina attraverso lavori di ricerca, scrittura, arte, linguaggi digitali e narrazione. L’obiettivo è valorizzare il pensiero dei giovani, aiutandoli a comprendere che la memoria non è un monumento fermo, ma uno strumento per interpretare il presente e immaginare il futuro”.



























