Una truffa odiosa che stava per consumarsi tra le mura domestiche di un’anziana che vive a San Ferdinando, nel reggino. Alcuni sconosciuti la contattano al telefono spacciandosi falsamente per appartenenti ai Carabinieri e le preannunciano un’imminente perquisizione a casa sua. Con toni perentori, i malviventi la mettono in allarme sostenendo di dovere verificare la provenienza di preziosi e contanti, avanzando perfino l’ipotesi assurda che il tutto sia addirittura legato a una vecchia rapina compiuta in passato da suo padre, in realtà deceduto da molti anni.

La trappola dei militari
La donna, però, non ci casca e avverte subito che la richiesta nasconde qualcosa di poco chiaro. Decide così di non cedere al panico, e contatta immediatamente i Carabinieri, quelli veri.
Gli investigatori comprendono al volo la gravità della situazione e organizzano una risposta rapida. Si introducono con discrezione nell’abitazione dell’anziana e si appostano nel soggiorno, rimanendo in silenzioso ascolto in attesa che il finto operatore si presenti per riscuotere quanto pattuito.

L’arresto e la refurtiva
Nel tardo pomeriggio, alla porta si presenta un uomo di 35 anni, originario della provincia di Roma, che si qualifica nuovamente come un militare dell’Arma.
Mantenendosi in costante contatto telefonico con un complice, si avvicina al tavolo del soggiorno e si impossessa dei gioielli preparati dalla vittima.
Appena tenta di guadagnare l’uscita, però, i Carabinieri escono allo scoperto, bloccandolo in flagranza di reato. La refurtiva viene subito recuperata e restituita alla proprietaria. L’uomo, arrestato, finisce nella Casa Circondariale di Palmi.


























