Agrumi Rosarno: Coldiretti Calabria pronta a incontrare Cgil

Calabria Attualità

C’è sicuramente sintonia con la CGIL Calabria su diversi temi che riguardano lo sviluppo della Calabria, le emergenze da affrontare e il modo di risolverle attraverso il coinvolgimento dei territori e delle sue popolazioni investendo altresì su asset naturali, quali l’agricoltura, l’agroalimentare, il turismo etc. che rappresentano il “tesoro Calabria”. Pietro Molinaro presidente di Coldiretti dopo la nota della CGIL a firma di Logiacco e Costantino sulla vicenda Rosarno, nel dichiarare prontamente la disponibilità di Coldiretti Calabria ad un incontro con la CGIL fornisce alcune precisazioni.

“Innanzi tutto giammai la Coldiretti ha immaginato che i lavoratori extracomunitari fossero secondari anzi, nella iniziativa “non lasciamo sola Rosarno coltiviamo gli stessi interessi” e nella copiosa letteratura, abbiamo parlato di catena dello sfruttamento rappresentata dai lavoratori, agricoltori e piccoli trasformatori. Abbiamo sempre affermato che giustizia sociale e giustizia economica sono un tutt’uno e non si possono considerare ambiti separati temi di largo respiro che sono stati poi ripresi anche dalla stampa internazionale. Sappiamo bene -continua – che i lavoratori, in questo caso extracomunitari sono una componente essenziale per le imprese agricole e non possono in alcun modo essere sfruttati o sottopagati e giammai soggiacere alle logiche del caporalato che condanniamo senza mezzi termini. I dati sono inequivocabili: le arance vengono pagate 0,7 centesimi al Kg attualmente in un litro di aranciate il valore del prodotto agricolo (arance) è di soli 0,3 centesimi questo significa che vi è un ricarico lordo di oltre il 4000% cosa che non accade in nessuna filiera produttiva.

Vi è quindi uno spazio immenso di valore aggiunto nella filiera – prosegue – che è necessario ridistribuire in parte ai produttori agricoli, ai lavoratori e alle piccole industrie di spremitura calabresi, il dato di fatto è che il guadagno vero viene cannibalizzato dalle multinazionali delle aranciate. Il cuore del problema sta proprio qui! Ecco perché riteniamo che risolvere la questione economica è condizione indispensabile per il diritto al lavoro che gli agricoltori non vogliono nel modo più assoluto aggirare. Le proposte ci sono e noi continuiamo a sostenerle. In primo luogo l’innalzamento dal 12 al 20% del succo nelle aranciate questo deve fare il paio con l’indicazione di origine obbligatoria in etichetta che è un'altra misura necessaria e fondamentale”.

Sul fronte degli interventi legislativi Molinaro cita l’approvazione in sede legislativa da parte della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, della Legge sugli agrumeti caratteristici che riguarda anche la Calabria e “non lasciarsi sfuggire questa opportunità, che interessa tutta l’Italia, è porta in dote 4 milioni di euro per il triennio 2014-2016. Insieme a questo – prosegue – occorre portare a termine gli interventi riferiti alla DGR del 2014 che ha stanziato risorse per 2,3 milioni di euro per le agevolazioni finanziarie, per l’ammodernamento dell’agrumicoltura da industria nella Piana di Rosarno - Gioia Tauro e dell’intera provincia di Reggio Calabria che possono incidere su un territorio particolarmente vocato e contribuire all’occupazione, sviluppo e competitività”.

L’altro capitolo aperto per le imprese agricole e per le industrie di spremitura saranno “le condizioni favorevoli offerte dai fondi comunitari e dal PSR 2014-2020 sui quali per l’agrumicoltura da industria abbiamo avanzato le nostre proposte e che dovranno incidere profondamente sul volto dell’agrumicoltura calabrese da industria. Ci piacerebbe – conclude Molinaro - che questi progetti concreti vengano condivisi anche da CGIL e portati avanti insieme al Governo Regionale un passo necessario per tutto questo è che Coca-Cola sia disponibile a confrontarsi con trasparenza anche in occasione di EXPO 2015”.