Due giovanissimi vibonesi, uno di 20 e l’altro di 19 anni sono stati arrestati all’alba di oggi: per loro si sono spalancate direttamente le porte del carcere, dato che il Gip del Tribunale locale gli contesta il tentato omicidio, premeditato, e la detenzione illegale di un’arma da fuoco.

L’avvio delle indagini
Le indagini, coordinate dalla Procura del capoluogo napitino che ha richiesto il provvedimento cautelare, sono scattate dopo il ferimento di un 20enne, avvenuto nella notte del 5 ottobre scorso nella frazione di Pizzinni, a Filandari, piccolo centro di poco più di 1700 abitanti adagiato alle falde orientali del monte Poro.
Ad allertare i carabinieri erano stati i sanitari del Pronto Soccorso dell’ospedale Jazzolino, dove la vittima – figlio di un assessore comunale – si era recata per farsi curare.
Le attività svolte con il supporto della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo del capoluogo, nonostante la mancata collaborazione del ferito, fanno ritenere ora di aver delineato un quadro indiziario che gli inquirenti definiscono “coerente”.

La contesta personale
L’ipotesi è infatti che i due indagati, dopo un alterco, abbiano sparato ameno quattro colpi d’arma contro la casa della vittima, uno dei quali l’ha ferito a una gamba.
Secondo quanto appurato finora dagli investigatori, alla base dell’episodio vi sarebbe una contesa personale: un elemento ritenuto del tutto estraneo a logiche della criminalità organizzata.
Gli arrestati sono stati portati nella casa circondariale di Vibo Valentia e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente mentre proseguono altri accertamenti di natura scientifica, a cura del Ris di Messina, volti a cristallizzare il quadro probatorio.





























