Antichi mestieri: quei lavori che nessuno “sa” fare più. Ecco l’elenco degli introvabili

Calabria Attualità

La crisi occupazionale che sta affrontando il Paese come riportano i dati che mese dopo mese fotografano una situazione sempre più grave, potrebbe avere riflessi meno negativi con un ritorno all’incentivazione di quei mestieri che sono stati cardini portanti dell’economia italiana per decenni, mentre oggi paradossalmente rischiano di scomparire o di essere relegati in posizioni estremamente marginali perché diminuisce il numero di coloro che li sanno ancora fare. A sostenerlo Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, dopo aver preso cognizione di uno studio della Confartigianato che ha elaborato i dati del Rapporto 2010 Excelsior-Unioncamere che evidenzia come a fronte di circa 550mila nuove assunzioni previste in svariati settori, le aziende hanno difficoltà a coprire oltre 147mila posti, pari al 26,7% del totale.

Figure professionali che sembrerebbe, almeno dai numeri, nonostante la crisi economia e l’aumento della disoccupazione nessuno vuole ritagliarsi addosso o per le quali non vi è una corretta formazione ed informazione, se all’appello delle aziende mancano soprattutto installatori di infissi, panettieri, pasticceri, sarti ma anche falegnami e cuochi: mestieri che hanno da sempre dato lustro al “made in Italy” nel mondo.

A comprova di tanto sono i dati numerici del rapporto che fotografano alcuni paradossi che non avremmo mai pensato in Italia che rischia di diventare da terra esportatrice di mobili d’alto artigianato a non avere più grandi falegnami, paese della grande cucina, senza cuochi, o della moda senza sarti e quindi con il rischio di far sparire lentamente, ma inesorabilmente prodotti tipici che tutto il mondo c’invidia. Si parte dagli installatori di infissi: su circa 1.500 nuove richieste d’assunzione le aziende non ne riescono a reperire una percentuale pari all’83%, mentre per quanto riguarda i panettieri artigianali risulta difficile coprire il 39,4% dei 1.040 nuovi posti disponibili anche perché è un lavoro sempre faticoso specialmente per gli orari notturni nonostante l’evoluzione delle tecnologie di panificazione. Così come latitano il 21,9% dei 1.960 sarti e tagliatori artigianali richiesti dalle aziende.

Sulla scia dei dati forniti da Confartigianato, lo “Sportello dei Diritti”, per tali ragioni sostiene una “Campagna nazionale di recupero dei mestieri tradizionali e dei lavori dimenticati” giacché è dimostrato che un’alta percentuale di ragazzi si dedica o ambisce a lavori altrettanto faticosi rispetto a quelli artigianali ma spesso meno retribuiti, rivolgendo in tal senso un appello all’attuale governo affinché si avviino tutte le procedure utili anche sotto il profilo di una corretta informazione e della formazione professionale cercando di avvicinare i giovani al mondo dell’artigianato anche in età scolare.