Palazzo San Giorgio ha ospitato, in una veste del tutto insolita, la sfilata Donne in rosso, un evento organizzato dall’associazione Jasmin’s con il patrocinio del Comune. Non si è trattato di un semplice défilé, ma di un potente messaggio di libertà, emancipazione e resilienza contro ogni forma di violenza e costrizione.
Senza stereotipi
La presidente della Jasmin’s, Silvia Nasuti, ha ideato una manifestazione capace di accogliere partecipanti di ogni età, dalle bambine di pochi anni fino alle signore della categoria lady over.
La vera protagonista è stata la dignità, l’unico abito che nessuno può strappare. Gli abiti, curati dalla stilista siciliana Anna Vazzano, sono stati presentati dall’attrice Cettina Crupi.
Un momento di grande impatto è stata la partecipazione di Maria Antonietta Rositani, testimonial d’eccellenza che ha condiviso la sua forza insieme alla piccola Jasmine, affrontando temi che spaziano dalla violenza di genere al bullismo.

Il messaggio di Rositani è stato un appello culturale contro l’isolamento delle vittime. Troppo spesso, infatti, chi subisce violenza viene discriminato da stereotipi maschilisti riassunti nella frase “chissà cosa avrà fatto”.
A rompere ogni schema, ha sfilato eccezionalmente anche l’assessora alle pari opportunità Annamaria Curatola, che ha scelto di mettersi in gioco come donna tra le donne, supportata dalla presenza dell’assessore Carmelo Romeo.
Oltre il rosso
Durante i saluti istituzionali, portati anche a nome del sindaco Domenico Battaglia, l’assessore Curatola ha lodato la missione dell’associazione nel valorizzare le persone attraverso la moda e il cinema.
“Oggi indossiamo il rosso per ricordare la violenza – ha dichiarato – ma ci sono anche i colori gialli che indicano che si può fiorire e rinascere”. L’assessora ha poi rivendicato il diritto all’autodeterminazione: “Io sono io e decido io come manifestarmi al mondo”.
L’incontro ha toccato anche il ruolo centrale della scuola e degli insegnanti nel canalizzare l’aggressività dei più giovani verso obiettivi positivi come la cultura e il bene comune.
L’iniziativa, che ha animato gli spazi dalla galleria alla Sala dei lampadari, punta a essere solo l’inizio di una lunga collaborazione tra l’amministrazione e le realtà associative del territorio per promuovere consapevolezza e partecipazione civica.




























