L’arte come terapia e inclusione, come condivisione e apertura alla vita, rappresenta il filo conduttore da cui nasce Il telecomando magico, evento promosso da Goel – Gruppo Cooperativo e realizzato dalle Comunità psichiatriche Davide e Mariachiara di Siderno.
Teatro, fotografia e pittura sono parte essenziale delle attività riabilitative che coinvolgono gli ospiti delle strutture per l’accoglienza e la riabilitazione di persone affette da disagio psichico di media e grave entità, gestite da Goel – Gruppo Cooperativo.
Grazie a laboratori guidati con cura e professionalità dagli operatori della struttura, le persone ospiti sono andate in scena, hanno realizzato foto e hanno dipinto, sviluppando così creatività e interazioni umane all’insegna del bello. Il titolo stesso dello spettacolo riporta al senso profondo del progetto, ovvero riprendere in mano la propria vita e cambiare canale, perché la vita non si può mettere in pausa.
Una festa per abbattere lo stigma
L’evento ha rappresentato una vera festa di tutti, coinvolgendo ospiti, operatori, familiari e cittadini del territorio con l’obiettivo di dare valore all’inclusione e combattere lo stigma della malattia mentale. Le Comunità Davide e Maria Chiara sono guidate da un’équipe multidisciplinare composta da psichiatra, psicologi, assistenti sociali, educatori professionali, infermieri e operatori socio-assistenziali.
Questo team lavora quotidianamente per individuare percorsi di cura personalizzati, mettendo al centro le storie individuali di ognuno e cercando il meglio per ciascuno di loro. Accanto a queste figure opera costantemente il personale tecnico e amministrativo, i dirigenti e tutto il gruppo Goel.
L’integrazione con la comunità locale
Queste attività sono fondamentali per creare osmosi con il territorio, poichè l’obiettivo principale è favorire il reinserimento sociale degli ospiti sensibilizzando cittadini ed enti, affinché si tratti di un percorso inclusivo e non limitato da pregiudizi e distanze. L’intento condiviso è quello di ridare dignità, fiducia e opportunità alle persone fragili che diversamente troverebbero solo esclusione, come sottolineato dalla dottoressa Rosa Maria Mesiti, direttrice delle due Comunità, evidenziando il valore di iniziative capaci di mettere in relazione le persone con disagio psichico e la comunità locale.
L’evento si è concluso con un piacevole momento di convivialità. Le attività sono state realizzate anche grazie al contributo dei fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai nell’ambito del progetto Percorsi di inclusione sociale.




























