Un’aggressione di violenza inaudita e premeditata quella messa in atto nel novembre del 2024 ai danni del dottor Rosarino Procopio, nel pronto soccorso di Lamezia Terme. Un’aggressione avvenuta con un manganello che il soggetto, un 29enne già noto alle Forze dell’Ordine, aveva al seguito forse con l’intendimento di far valere ad ogni costo le sue ragioni, peraltro prive di fondamento.
Il trauma psicologico
A scatenare la reazione una comunicazione che dovrebbe rasserenare: “la signora (una parente di C.S., ndr) non ha più bisogno di cure, può essere dimessa“. Al contrario la stessa, insieme ad altri congiunti, avrebbe invece assalito il personale sanitario accanendosi contro il dottor Procopio, che ha riportato lesioni che lo hanno costretto ad assentarsi dal lavoro per oltre un mese, oltre al trauma psicologico.
Il presunto aggressore è stato arrestato in flagranza e l’azienda sanitaria ha deciso di costituirsi parte civile in affiancamento al medico, anche per far pesare il reato di interruzione di pubblico servizio e danni.
Azienda vicina al medico
Fissato dal gip DomenicoRiccio il decreto che dispone il giudizio per la donna con udienza per la prosecuzione del processo fissata dinanzi al Tribunale di Lamezia Terme in composizione monocratica per il prossimo 19 novembre.
L’Asp di Catanzaro ribadirà la costituzione di parte civile con il patrocinio dell’avvocato Antonello Bevilacqua del foro di Lamezia. “È una strada che abbiamo percorso altre volte, anche per dimostrare vicinanza alle persone colpite; chi aggredisce un sanitario aggredisce l’azienda” comunica la direzione aziendale.






























