S. Anna Hospital: c’è l’interesse di Citrigno e Noto, spiraglio per clinica e lavoratori

in Saluteprovincia di Catanzaro
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Il futuro del S. Anna Hospital di Catanzaro è stato al centro di un incontro con due imprenditori calabresi, Citrigno e Noto, titolari di altrettanti importanti gruppi, che hanno manifestato l’interesse a riconvertire la struttura. Uno spiraglio per i lavoratori: insieme al destino della struttura c’è in ballo infatti quello di un centinaio di professionisti, ma anche della città.

La disponibilità degli imprenditori

La riunione – fanno sapere Antonio Jiritano e Giancarlo Silipo dell’Usb – è stata utile per fare il punto della situazione e tracciare le future prospettive.

Secondo i sindacalisti, qualcosa potrebbe ora cambiare, alla luce della disponibilità espressa dagli stessi imprenditori a sanare entro la fine del mese il debito di 20 mila euro relativo al canone di fitto, ultima rata per una struttura che, ad oggi, resta chiusa e sottoposta a curatela, nonostante un investimento già sostenuto di 220 mila euro, senza la possibilità di avviare alcuna attività sanitaria.

“La fine di gennaio 2026 – ricordano Jiritano e Silipo – rappresenta l’ultima possibilità per il mantenimento del fitto della struttura da parte degli imprenditori. Un impegno che verrebbe confermato solo qualora vi siano concreti passi in avanti da parte del Dipartimento Salute della Regione Calabria per rendere la struttura operativa e consentire l’erogazione di servizi sanitari ai cittadini”.

L’invito al governatore Occhiuto

Il prossimo incontro, è fissato intanto per martedì prossimo, 20 di gennaio, presso la sede regionale, seppur con modalità verbali, e che si spera possa essere risolutivo.

Proprio per questa ragione, l’Usb chiede pubblicamente al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di garantire la sua presenza al tavolo di confronto.

“Chiediamo un investimento serio e strategico per restituire alla cittadinanza la possibilità di curarsi nella propria regione, riducendo i costi economici e i disagi derivanti dalla migrazione sanitaria” dicono i due rappresentanti sindacali.

Ad avviso di Jiritano e Silipo, investire in una struttura sanitaria qualificata “si tradurrebbe anche in un beneficio concreto in termini di risparmio di risorse pubbliche, in una società che registra una crescita costante della popolazione anziana e, al contempo, l’emigrazione di tanti giovani laureati”.

L’appello alla politica cittadina

Un altro appello è rivolto poi ai rappresentanti della politica cittadina, “che in passato si sono voltati dall’altra parte di fronte alla chiusura del S. Anna Hospital” sbottano i sindacalisti che rammentano come ancora oggi “migliaia e migliaia di cittadini rinunciano alle prestazioni sanitarie a causa della carenza di disponibilità ospedaliera, dei lunghi tempi di attesa e delle difficoltà di accesso ai servizi – spesso superabili solo attraverso percorsi alternativi riservati a chi può permetterselo”.

“A tutto ciò si aggiunge una spesa per la migrazione sanitaria che supera i 300 milioni di euro, risorse che potrebbero e dovrebbero essere investite nella nostra regione. Curarsi non può essere un privilegio: è un diritto costituzionale, anche per i calabresi”, concludono Antonio Jiritano e Giancarlo Silipo.

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