La comunità di Dinami è scossa per la perdita di Antonino Cavallaro, un pensionato di 70 anni stimato da tutti per aver gestito per decenni un bar in paese. L’uomo, che soffriva di patologie cardiache, aveva iniziato ad avvertire forti difficoltà respiratorie già verso la fine di marzo. Preoccupato per il persistere del malessere, il 28 marzo scorso si era recato al pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia in cerca di cure. Dopo circa due ore di attesa e alcuni accertamenti clinici, i medici avevano deciso di dimetterlo, permettendogli di fare rientro nella sua abitazione, dove viveva da solo.
Il tragico epilogo
Nei giorni successivi al ritorno a casa, però, la situazione non sarebbe migliorata, anzi il quadro clinico sarebbe precipitato. Ai problemi di fiato si sarebbero aggiunti vistosi gonfiori in varie parti del corpo, segnali che per i congiunti indicavano una chiara sofferenza del cuore.
La mattina del primo aprile, così, non riuscendo a mettersi in contatto con lui, i parenti sono corsi a casa sua, facendo la drammatica scoperta: Antonino Cavallaro era ormai privo di vita. Il destino è stato beffardo, poiché l’uomo aveva già fissato un controllo specialistico a Roma per il 15 aprile proprio per monitorare la sua patologia.

La ricerca della verità
I familiari, assistiti dall’avvocato Anna Barone, non intendono lasciare ombre su questa morte e hanno presentato una denuncia ai Carabinieri di Dinami.
Il sospetto dei parenti è che al pronto soccorso non siano stati eseguiti esami diagnostici abbastanza approfonditi e che un ricovero avrebbe potuto salvargli la vita.
Il legale ha già chiesto il sequestro della cartella clinica e la nomina di un consulente per l’autopsia, dichiarando con fermezza che “andremo fino in fondo per accertare se vi siano state negligenze nella gestione del paziente”.





























