Il passato ritorna alla luce nel cuore della Calabria grazie a un’importante iniziativa scientifica. È iniziata il primo giugno scorso la settima campagna di scavi archeologici nel comune di Laino Borgo, precisamente nella suggestiva località di Santa Gada. Le attività sul campo sono curate dal Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli studi di Messina e andranno avanti fino al 26 giugno prossimo. Sotto la guida attenta del professor Fabrizio Mollo, le ricerche di quest’anno si concentrano sulla parte più meridionale dell’ampio pianoro, continuando il prezioso percorso già tracciato durante i precedenti scavi effettuati tra il 2019 e il 2025.

Il cuore dell’insediamento
L’area interessata dalle indagini si estende per quasi 50 ettari, una dimensione straordinaria che rende questo luogo il più importante insediamento abitativo dell’intera valle del Lao Mercure.
Gli esperti scavano in regime di concessione ministeriale grazie alla proficua collaborazione della Sabap Cosenza, rappresentata dalla dottoressa Mariangela Barbato e dal soprintendente dottoressa Paola Aurino.
I terreni hanno già restituito materiali di epoca arcaica databili tra il sesto e il quinto secolo avanti Cristo. Inoltre, lo scavo dello scorso anno aveva evidenziato un antico luogo di culto dedicato alla dea Artemide, frequentato per secoli.
Le novità della campagna
Le indagini attuali si focalizzano in una zona centrale, situata a ovest del santuario, dove si incrociano due strade principali e dove probabilmente sorgeva il settore pubblico dell’abitato.
Per la prima volta è stato esplorato anche un settore della necropoli di epoca ellenistica, che custodiva tombe a cassa e a cappuccina ricche di articolati corredi funerari.
Il sindaco Mariangelina Russo ha espresso grande entusiasmo per la missione scientifica dichiarando che “siamo molto felici di questa nuova campagna di scavi e in trepida attesa per i risultati che porterà alla conoscenza della nostra storia territoriale e della nostra comunità”.

Una grande squadra al lavoro
Il progetto rappresenta un modello virtuoso di cooperazione tra enti, sostenuto con convinzione dal comune e dall’amministrazione locale che garantiscono ospitalità e logistica a ben 40 studiosi.
I lavori si avvalgono del supporto finanziario del Parco Nazionale del Pollino e del responsabile unico del procedimento dottor Luigi Bloise.
Sul campo i veri protagonisti sono i giovani ricercatori coordinati dal professor Marco Sfacteria con la collaborazione della dottoressa Valentina Casella. Al gruppo si uniscono quest’anno anche promettenti archeologi provenienti da altri atenei italiani e da varie università straniere.
Un futuro di sviluppo
I risultati che stanno emergendo da Santa Gada rivestono un significato monumentale non solo per la valle ma per l’intera regione. Il territorio si prepara a raccogliere i frutti di questi sforzi attraverso la prossima nascita di un vero e proprio Parco Archeologico.
Sono inoltre già avviati i lavori per la costruzione del nuovo Museo di Laino Borgo, un’opera resa possibile da un finanziamento di oltre 5 milioni di euro concesso dalla Regione Calabria e dal presidente Roberto Occhiuto, che offrirà una concreta e importante opportunità di sviluppo culturale ed economico per tutta l’area circostante.




























