Arghillà non aspetta il voto: l’urlo per la salute e la dignità del quartiere

in Attualitàprovincia di Reggio Calabria
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La pazienza degli abitanti di Arghillà è terminata da tempo. Quello che dovrebbe essere un normale quartiere di Reggio Calabria si è trasformato in uno scenario di emergenza perenne. A dare voce a questo malessere è Patrizia D’Aguì, presidente del gruppo civico Noi Siamo Arghillà La Rinascita, che descrive una quotidianità ormai insostenibile. Non si parla più soltanto di decoro urbano calpestato, ma di una vera e propria crisi di salute pubblica che minaccia le famiglie residenti.

Oltre le promesse

Con le elezioni amministrative fissate per il 24 e 25 maggio prossimi, il timore è che i problemi cronici della zona vengano messi in pausa.

“La salute è un diritto, non una promessa elettorale”, ammonisce con forza la D’Aguì, ricordando che le istituzioni hanno il dovere di agire con continuità fino all’ultimo giorno di mandato.

Secondo l’associazione, gli interventi visti in questi tre anni sono stati soltanto rari episodi isolati, incapaci di scalfire la radice di un degrado profondo.

Il peso delle leggi

Il grido di aiuto si poggia su basi giuridiche solide. La Costituzione all’articolo 32 tutela la salute, mentre il Testo Unico Enti Locali affida al Sindaco il potere di ordinanze d’urgenza. Eppure, tra l’abbandono di rifiuti e i roghi tossici che feriscono l’ecosistema, queste norme sembrano restare sulla carta.

Il fenomeno dell’inquinamento continua a colpire duramente, nonostante il codice penale sanzioni severamente chi trasforma un quartiere in una discarica a cielo aperto.

L’appello alle autorità

L’associazione si rivolge direttamente al Sindaco, nella sua veste di massima autorità sanitaria, e al Prefetto, affinché coordini un intervento straordinario con l’aiuto della Protezione Civile.

Il percorso di legalità intrapreso da Noi Siamo Arghillà non si ferma alle parole: verrà consegnata alla Procura della Repubblica una documentazione dettagliata per accertare ogni responsabilità. Il silenzio non può più essere la norma per chi amministra la cosa pubblica.

La speranza di rinascita

Nonostante le difficoltà, la fiducia nel futuro non scompare. La speranza è che le nuove circoscrizioni possano restituire centralità ai quartieri dimenticati da una gestione amministrativa giudicata carente.

Il tempo delle scuse legate alla burocrazia o alla mancanza di fondi è considerato scaduto. Come conclude con orgoglio Patrizia D’Aguì, il coraggio di amministrare è un dovere imprescindibile, perché “Arghillà è Reggio Calabria” e il suo diritto alla vita non ha scadenza.

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