Assalti ai bancomat, presa la “banda della marmotta”: cinque arresti in Puglia

in Cronacaprovincia di Calabria
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I Carabinieri della compagnia di Taranto hanno arrestato, nella tarda serata di ieri, cinque persone ritenute parte di una associazione a delinquere dedita agli assalti esplosivi ai bancomat di numerosi istituti di credito ubicanti nel centro-sud Italia. Sarebbero in totale 17 gli episodi contestati a quella che è stata ribattezzata la “banda della marmotta“, per via del peculiare strumento usato per far “saltare” i bancomat, e tra questi vi sarebbero anche gli episodi avvenuti in Calabria nelle scorse settimane.

Cos’è la “marmotta”, usata per gli assalti ai bancomat in tutta Italia

Il primo episodio

Il primo episodio, però, risalirebbe al 15 novembre dello scorso anno, quando la banda fece esplodere l’atm di Montemesola, in provincia di Taranto.

Da lì sono partite le indagini e le osservazioni dei Carabinieri, che sarebbero riusciti a ricollegare numerosi episodi – non solo in Puglia, ma anche in Basilicata, Campania, Calabria e persino nel basso Lazio – alla banda.

In quasi tre mesi di attività, il gruppo sarebbe riuscito a trafugare circa 170 mila euro da vari assalti.

I nomi degli indagati

Il gruppo sarebbe stato composto da 5 soggetti, tutti pugliesi, capeggiati dal 46enne Cataldo Bartolo, finito in carcere. Sono invece ai domiciliari il 28enne Alessandro Longo, il 21enne Valentino Intini, il 20enne Rocco Fronza ed il 20enne Simone Vinella, che avrebbero preso parte al sodalizio in qualità di “aiutanti”.

Solo in Calabria, il gruppo aveva messo a segno assalti nel cosentino e nel catanzarese, colpendo complessivamente quattro istituti bancari: a Lauropoli, a ridosso dello scorso Natale; Decollatura, passato il Capodanno: appena il giorno dopo a Vallefiorita ed infine a Camigliatello.

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