Il primo a “saltare” è stato quello di Lauropoli, a ridosso del Natale. Poi, dopo il capodanno, è toccato a quello di Decollatura. Appena il giorno dopo è stato il turno di quello di Vallefiorita. Ed oggi invece è toccato a quello di Camigliatello. Sono in totale quattro gli assalti esplosivi avvenuti nelle ultime settimane in Calabria, tutti a danno di sportelli bancomat ubicati su strada. Non si sà ancora a quanto ammonta il bottino complessivo, mentre l’unica cosa certa – al momento – è quella che sembra essere una nuova tendeza criminale, che si diffonde nella nostra regione dopo anni di “disinteresse”.
Un filo comune
Ad accomunare tutti questi furti (dietro ai quali non si sa ancora se ci celi un unico gruppo organizzato) c’è comunque qualcosa che va oltre le semplici modalità operative, ed è la cosiddetta marmotta. Strumento oramai contraddistintivo dei furti esplosivi ai bancomat, ed impiegata sistematicamente da nord a sud.
Al netto della sua potenza esplosiva si tratta di uno strumento relativamente semplice da assemblare, composto sostanzialmente da un tubo metallico, un manico, dell’esplosivo ed una miccia.
In buona sostanza, potremmo paragonarlo ad una vanga, la cui pala è completamente piatta. Questa è infatti composta da polveri esplosive, spesso le stesse utilizzate per la produzione di prodotti pirotecnici, pressate e compresse in un rivestimento e collegate ad una miccia.
L’uso del gas
In alcuni casi, è stato accertato anche l’utilizzo di un contenitore metallico piatto riempito di gas. Una volta abbassata la bocchetta del bancomat (quella dalla quale preleviamo o versiamo il denaro), viene inserita la marmotta, spesso spinta fino in profondità con mazze, martelli o strumenti appositi. Fatto ciò, basta accendere la miccia ed attendere l’esplosione.
Il vantaggio di questo sistema, consisterebbe in una rapida apertura del bancomat, che permetterebbe ai malviventi di asportare così l’intera somma di denaro custodita al suo interno nel giro di pochi minuti.
Inoltre, gli atm più datati non riucirebbero ad attivare neppure il sistema di segnatura delle banconote, garantendo così il massimo bottino anche al netto delle forti esplosioni.
Un gioco che, evidentemente, vale la candela e che sta prendendo piede anche in una regione fino ad oggi relativamente immune a certi tipi di assalti.




























