Il canile comunale di Mortara si trova ad affrontare un delicato momento di passaggio che richiede il sostegno dell’intera comunità. Come spiegano dall’Associazione Dacci una Zampa, la struttura “sta attraversando una fase di riorganizzazione e di progressivo ritorno ad una gestione ordinaria”. Un percorso che “comporta anche la necessità di individuare una diversa collocazione per i cani di proprietà dell’associazione che, negli anni, sono stati ospitati all’interno della struttura comunale”. Si tratta di animali presi in custodia nel tempo per far fronte alle emergenze locali, “affidati dai cittadini e dalle istituzioni quando in città non era presente un servizio di accalappio. Li abbiamo accolti, microchippati a nome di membri dell’associazione assumendocene la piena responsabilità, li abbiamo curati e protetti ogni giorno”.

Gli angeli più fragili del rifugio
La situazione riguarda un gruppo ristretto ma bisognoso di attenzioni costanti e mirate. “Oggi questi cani sono 27. Sono i nostri nonnini, i più fragili, quelli che negli anni non hanno mai ricevuto una richiesta di adozione. Molti hanno un’età avanzata, alcuni convivono con patologie o acciacchi che richiedono attenzioni particolari” sottolineano dall’associazione.
“Sono i nostri cani e vogliamo continuare ad occuparci di loro con la stessa serietà e lo stesso amore che abbiamo sempre dimostrato. Per questo stiamo lavorando senza sosta per trovare per ciascuno di loro una sistemazione adeguata e sicura”, incalzano.
La ricerca di soluzioni ha già portato ai primi risultati positivi: “La nostra Piera è stata accolta dall’associazione Un Aiuto a Chi Non Ha Voce, che nel momento del bisogno ci tende sempre una mano, mentre per Marika, Ciro e Rambo abbiamo trovato una pensione a pagamento”.

Una rete per non lasciarli soli
Costruire una nuova casa richiede tempo e risorse economiche ingenti. “Abbiamo anche valutato la realizzazione di uno spazio dedicato ai nostri cani su un piccolo terreno a nostra disposizione, tuttavia, tra verifiche tecniche, autorizzazioni, permessi e progettazione, i tempi necessari non sono immediati e non rappresentano una soluzione percorribile in breve tempo, oltretutto i costi da sostenere sarebbero estremamente elevati”.
Per questa ragione Dacci una Zampa Ets lancia una mobilitazione aperta a tutti: “Oggi vi chiediamo una mano: se avete la possibilità di offrire uno stallo, anche temporaneo, se gestite una pensione e potete aiutarci con tariffe solidali, se state pensando ad un’adozione del cuore o se desiderate diventare mamma o papà a distanza di uno dei nostri cani, scriveteci in privato. Noi continueremo a presentarvi nei post i nostri 27 angeli, raccontandovi la loro storia e le loro esigenze. Perché nessuno di loro merita di essere lasciato indietro”.




























