eLa sicurezza nei luoghi di lavoro torna al centro del dibattito in Calabria a causa delle temperature estreme di questa stagione. Il sindacato degli edili della Fillea Cgil Calabria, tramite il segretario generale Simone Celebre, ha lanciato un duro atto di accusa contro le imprese che non rispettano le tutele per gli operai. “La salute e la vita di chi lavora non hanno prezzo e non possono essere sacrificate sull’altare del profitto o delle scadenze dei cronoprogrammi” dichiara il leader sindacale, evidenziando una situazione ormai insostenibile sul territorio regionale.

I sopralluoghi sul territorio
I controlli effettuati dai rappresentanti dei lavoratori hanno fatto emergere un quadro preoccupante in diverse province calabresi. Nonostante l’atto della Regione Calabria sia entrato in vigore il 10 giugno per tutelare i lavoratori esposti allo stress termico, le attività non si sono fermate.
Le verifiche sindacali dimostrano che gli operai rimangono nei cantieri anche durante le ore centrali del giorno. “Nel corso degli ultimi giorni abbiamo accertato che i lavoratori continuano a lavorare nelle ore più calde e pericolose della giornata” spiega Celebre, confermando l’invio di numerose segnalazioni formali.
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Le regole del blocco estivo
Il provvedimento amministrativo regionale impone norme molto rigide che non consentono libere interpretazioni. Il testo vieta lo svolgimento delle attività lavorative dalle 12:30 alle 16nei giorni in cui il sistema Worklimate indica un livello di rischio alto.
Le uniche deroghe ammesse riguardano “eventi imprevedibili, improrogabili e indispensabili al ripristino di servizi essenziali”. Al di fuori di queste eccezioni, la sospensione delle mansioni all’aria aperta deve essere totale per evitare malori legati all’esposizione solare e all’intensa attività fisica.
I rischi per la salute
Lavorare con temperature superiori ai 35 gradi e tassi elevati di umidità espone gli operai a gravi pericoli fisici. Il sindacato ricorda che costringere il personale a sforzi immani sotto il sole rappresenta un atto di irresponsabilità gravissimo.
Il pericolo di subire colpi di calore fatali o arresti cardiaci aumenta a dismisura in queste condizioni climatiche: “Non aspettiamo che accada l’irreparabile per piangere l’ennesimo operaicidio causato dall’avidità e dall’indifferenza” incalza il segretario, chiedendo ispezioni a tappeto, sanzioni esemplari e il sequestro dei cantieri fuori legge.

L’appello ai lavoratori edili
La Sigla si rivolge direttamente alle maestranze per invitarle a denunciare ogni irregolarità senza timori. Secondo la Fillea Cgil, nessun compenso economico può giustificare il rischio della propria incolumità fisica.
“Ci rivolgiamo a tutte le maestranze: non siate complici del vostro stesso rischio, nessuno stipendio vale la vostra vita” conclude Simone Celebre.
Le sedi territoriali rimangono aperte per offrire la massima assistenza legale e sindacale a chiunque decida di segnalare il mancato rispetto della normativa anti caldo a tutela della dignità del lavoro.



























