Una convocazione immediata per fermare quelle che vengono definite come delle “gravi ingiustizie sociali”. Questa la richiesta perentoria che Dario Rizzo della Fials e Nino Critelli del Nursind hanno indirizzato al Prefetto di Catanzaro e ai vertici della sanità regionale. Al centro della disputa ci sono le recenti scelte dell’azienda ospedaliero universitaria Renato Dulbecco, accusata di comportamenti antisindacali che violerebbero lo Statuto dei lavoratori.

La guerra dei fondi
La tensione è altissima tra le corsie del polo sanitario del capoluogo, dove il clima sembra essere diventato ormai insostenibile per gran parte del personale in servizio.
Il nodo principale della contesa riguarda la gestione di 940mila euro destinati agli incarichi di funzione. Secondo i sindacalisti, questa somma andrebbe a beneficio di una ristretta cerchia composta da appena 110 dipendenti, ovvero il 5 per cento del totale.
“Il restante 95 per cento dei lavoratori, circa 2300 unità, si ritroverà con gli stipendi bloccati per oltre dieci anni”, denunciano Rizzo e Critelli.
Questo scenario deriverebbe dall’azzeramento dei fondi necessari per i differenziali economici professionali, strumenti vitali per il sostentamento delle famiglie di migliaia di operatori sanitari che ogni giorno garantiscono il funzionamento della struttura.
Allarme stipendi alla Dulbecco. Fials e Nursind: “tagliare gli incarichi di funzione”
Svestizione e fughe
A complicare ulteriormente il quadro è la sospensione unilaterale, scattata a marzo 2026, del pagamento relativo ai tempi di vestizione e svestizione.
Nonostante accordi precedenti definissero tale compenso come un diritto acquisito, l’azienda avrebbe bloccato i versamenti senza consultare le Sigle sindacali.
Ma c’è un altro dato che inquieta le rappresentanze dei lavoratori: “Chiediamo se risulti vero che il 50 per cento del personale infermieristico della Dulbecco abbia chiesto la mobilità o il trasferimento verso altre aziende”.
Un esodo di massa che, se confermato, metterebbe a serio rischio la tenuta dei servizi sanitari nella provincia.




























