Capo Rizzuto. Acquascooter selvaggi e bagnanti spaventati: sei denunciati

in Cronacaprovincia di Crotone
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Un’ampia operazione di controllo coordinata dal Prefetto di Crotone, Franca Ferraro, e svolta dai Carabinieri del Comando Provinciale insieme ai colleghi di Isola di Capo Rizzuto e alla Capitaneria di Porto, ha portato al sequestro di tre moto d’acqua e di un gommone. Il provvedimento urgente è stato emesso dal Sostituto Procuratore Matteo Staccini della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, guidata dal Procuratore Domenico Guarascio, per fermare una serie di illeciti riscontrati a ridosso del Ferragosto.

Le violazioni sistematiche

Le indagini sono scattate dopo le segnalazioni dei cittadini sulla presenza costante di mezzi a motore a ridosso della battigia. I controlli svolti il 12 luglio e il 2 agosto scorsi hanno fatto emergere delle violazioni sistematiche delle regole di navigazione e salvaguardia dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto.

Sono state così identificate e denunciate sei persone, rispettivamente di 43, 38, 31, 38, 37 e 26 anni per inosservanza del Codice della Navigazione e della legge sulle aree protette, oltre che per il mancato rispetto delle ordinanze della Capitaneria di Porto.

Le manovre e le minacce

Secondo quanto riferito dai militari i natanti sfrecciavano a velocità elevata nelle zone destinate alla balneazione, stazionando e ormeggiando a pochi metri dalle persone in acqua.

Nel corso degli accertamenti sono emersi anche comportamenti offensivi e atteggiamenti intimidatori nei confronti dei militari operanti.

Per queste condotte si sono aggiunte le contestazioni penali per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, confermando un atteggiamento di reiterata inosservanza delle prescrizioni di sicurezza e di protezione dell’ecosistema marino.

La tutela del territorio

L’intervento si inserisce nella linea di contrasto pianificata in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Preservare l’Area Marina Protetta rappresenta una priorità istituzionale sia sotto il profilo ecologico sia per garantire la piena fruibilità del litorale in sicurezza.

Le forze dell’ordine proseguiranno con verifiche capillari lungo tutta la costa. Si ricorda che per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva.

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