Il contrasto al caporalato, al lavoro nero e allo sfruttamento dei braccianti agricoli torna al centro dell’azione istituzionale nella Piana di Gioia Tauro. Se n’è discusso nel corso della riunione del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, presieduta dal prefetto Clara Vaccaro e ospitata nel Palazzo del Governo. Al tavolo erano presenti rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni, delle organizzazioni sindacali e delle forze dell’ordine. Hanno partecipato anche l’assessore regionale al welfare Pasqualina Straface e i sindaci di San Ferdinando, Gianluca Gaetano, di Rosarno, Pasquale Cutrì, e di Taurianova, Domenico Romeo.

Il piano per chiudere la struttura
Nel corso dell’incontro è stato ribadito come il fenomeno dello sfruttamento lavorativo continui a ripresentarsi durante le campagne agrumicole, favorito anche dagli interessi della criminalità organizzata e dalla particolare vulnerabilità dei lavoratori stranieri impiegati nel settore agricolo.
L’obiettivo condiviso è costruire un modello stabile di inclusione fondato sulla legalità, sulla tutela della dignità del lavoro e sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e Terzo settore, così da prevenire il ripetersi di situazioni di sfruttamento e marginalità.
Il prefetto Vaccaro ha illustrato il percorso che dovrebbe portare al definitivo superamento della tendopoli di San Ferdinando attraverso un progetto articolato in tre fasi.
La prima riguarda la chiusura dell’insediamento, con il trasferimento degli ospiti, la demolizione delle strutture esistenti e la bonifica dell’area. Le operazioni saranno coordinate dalla struttura commissariale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Gli alloggi di contrada Serricella
Successivamente i lavoratori in possesso dei requisiti saranno accolti negli alloggi di contrada Serricella, a Rosarno, insieme ad altre strutture disponibili sul territorio.
La gestione sarà affidata al Polo Sociale Integrato del progetto Fami Su.Pr.Eme. 2, coordinato dalla Regione Calabria, che garantirà servizi sociali, sanitari e legali, mediazione culturale, orientamento al lavoro e assistenza amministrativa. Per l’utilizzo degli alloggi sarà previsto un regolamento e agli ospiti verrà richiesto un contributo mensile di 80 euro per le spese di gestione.
L’ultima fase prevede invece la realizzazione della Fattoria Solidale, un ecovillaggio che potrà ospitare inizialmente 120 persone, con una capacità espandibile fino a circa 200 posti letto.
Il progetto comprende moduli abitativi, spazi comuni, orti sociali, un vivaio e laboratori per la trasformazione dei prodotti agricoli, con l’obiettivo di rendere la struttura economicamente autosufficiente. La gestione sarà affidata, tramite bando pubblico, a una cooperativa di comunità ispirata ai principi dell’agricoltura sociale.

Una governance condivisa
Secondo quanto emerso durante la riunione, la chiusura della tendopoli e il trasferimento dei lavoratori dovrebbero essere avviati a breve. Per completare la Fattoria Solidale saranno invece necessari circa 18 mesi.
Gli interventi per la realizzazione della fattoria solidale, la riqualificazione degli alloggi di contrada Serricella a Rossano ed il potenziamento dei servizi del Borgo Sociale di contrada Russo, a Taurianova, sono finanziati con le risorse previste dal decreto Caivano-bis.
Il progetto si inserisce nel percorso avviato dalla Prefettura già lo scorso anno per creare una governance condivisa tra Stato, Regione Calabria, Comuni, Aziende sanitarie, Terzo settore e parti sociali.
Tra gli strumenti già operativi figurano il Protocollo per il contrasto e l’emersione del lavoro sfruttato in agricoltura nella Piana di Gioia Tauro e il Tavolo permanente per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo e del caporalato, istituito presso la Prefettura, che coinvolgono istituzioni, organizzazioni agricole, sindacati, INPS, Ispettorato del lavoro e Organizzazione internazionale per le migrazioni.




























