Il settore dell’autotrasporto merci si trova a vivere una fase di profonda emergenza che rischia di paralizzare l’intera economia. Le imprese della Calabria sono così pronte a incrociare le braccia e a partecipare al fermo nazionale dei servizi, proclamato da Confartigianato Trasporti insieme al coordinamento Unatras dal 25 al 29 maggio prossimi. Al centro della protesta ci sono i costi ormai insostenibili del gasolio, una vera e propria crisi di liquidità che minaccia di mettere fuori mercato migliaia di aziende della nostra regione, compromettendo seriamente la stabilità dei livelli occupazionali del comparto.

L’assemblea a Bari
In vista dello sciopero, gli autotrasportatori calabresi si ritroveranno sabato 23 alle 15 per una grande assemblea interregionale convocata nel padiglione di Confartigianato alla Fiera del levante di Bari.
Durante l’incontro verranno definiti i dettagli operativi della protesta, che si svolgerà nel pieno rispetto del codice di autoregolamentazione, assicurando in ogni caso la continuità dei servizi pubblici essenziali e vitali per i cittadini. Questa tappa sarà fondamentale per compattare la categoria prima dell’avvio del blocco dei camion.

Trattativa a Palazzo Chigi
Le speranze di evitare il blocco dei servizi sono appese a un filo. Il coordinamento Unatras è stato infatti convocato a Palazzo Chigi per il 22 maggio (alle 17:30).
Al tavolo di confronto è prevista la partecipazione della presidente del consiglio Giorgia Meloni e del ministro dei trasporti Matteo Salvini.
I trasportatori si attendono risposte immediate e concrete, ma hanno già chiarito che se l’incontro istituzionale dovesse risolversi in un nulla di fatto, il fermo nazionale rimarrà confermato senza alcun rinvio.

Le richieste della categoria
Confartigianato trasporti Calabria sostiene con forza le rivendicazioni nazionali e chiede interventi strutturali urgenti. Tra le misure invocate figurano lo stanziamento di 500 milioni di euro come credito d’imposta per mitigare i rincari del carburante, il rimborso trimestrale delle accise entro dieci giorni e la sospensione temporanea di imposte e contributi.
“Siamo stanchi di attendere mentre il settore rischia di essere schiacciato dai costi”, spiegano i rappresentanti calabresi, sottolineando il forte senso di responsabilità dimostrato finora e ricordando che “se si ferma l’autotrasporto, si ferma il Paese”.




























