Cattedrale di Crotone: entro l’anno parte il restauro, a giugno la fine dei lavori

in Infrastruttureprovincia di Crotone
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Prende forma l’atteso progetto di restauro e messa in sicurezza sismica della Cattedrale di Crotone. L’intervento, finanziato in larga parte con fondi del PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), è in una fase cruciale e l’inizio dei lavori è previsto entro la fine dell’anno. Le tempistiche, vincolate dal Piano europeo, impongono una tabella di marcia serrata che mira al completamento entro il 2026.

> L’architetto Nicola Bruno e monsignor Alberto Torriani

Il cronoprogramma

L’architetto Nicola Bruno, tecnico incaricato dalla Diocesi di Crotone-Santa Severina per seguire il progetto, ha fornito un aggiornamento dettagliato sullo stato dell’arte.

“Siamo arrivati all’approvazione del progetto da parte degli enti terzi, – ha spiegato – e siamo nella fase di trasmissione della progettazione esecutiva alla Sua (Stazione Unica Appaltante) di Crotone”.

L’obiettivo è chiaro: “Sicuramente entro la fine dell’anno avremo l’inizio dei lavori” ha affermato il tecnico, specificando che l’aggiudicazione avverrà a un’impresa “idonea e qualificata che abbia tutti i requisiti per effettuare questi lavori, come da norma”.

Il cronoprogramma è dettato dalle scadenze del Pnrr: ovvero il completamento dei lavori entro il 30 giugno prossimo e la rendicontazione dell’operazione entro il dicembre successivo.

“Siamo obbligati da una tempistica del PNRR che è vincolante per noi soggetti attuatori” ha sottolineato Bruno, evidenziando la natura vincolante del piano di finanziamento.

L’antisismico e le criticità

L’intervento si concentra primariamente sulla messa in sicurezza sismica della Cattedrale, il target principale dell’operazione Pnrr. A seguito di uno “studio globale” condotto sulla struttura, sono state riscontrate criticità che richiedono azioni mirate.

“Alla luce delle indagini espletate – ha aggiunto l’architetto Bruno – si è valutata la necessità di attuare una serie di interventi anche sulla struttura muraria, che saranno interessati da azioni locali di messa in sicurezza al fine di migliorare la loro rispondenza sismica”.

Finanziamenti aggiuntivi per opere d’arte e adeguamento liturgico

L’operazione principale del PNRR è affiancata da ulteriori flussi di finanziamento che permetteranno un restauro più completo del complesso monumentale.

I fondi di Ministero e Cei

La Diocesi ha infatti ottenuto un finanziamento di 100 mila euro concesso direttamente dal Ministero, attraverso la Sovrintendenza di Crotone, e seguito dalla dottoressa Argenti. Questa somma è destinata alla catalogazione e al restauro delle opere d’arte presenti nel Duomo e “andrà ad integrare l’operazione Pnrr”.

Parallelamente, la Diocesi sta lavorando alla “progettazione finalizzata alla richiesta di fondi Cei per il completamento dei lavori necessari al ripristino funzionale e adeguamento liturgico del complesso monumentale”.

A questo proposito, sono già in corso le attività: “Tutte le suppellettili liturgiche, quelle di valore che erano già state custodite altrove, sono state avviate, attraverso fondi del Ministero, ad una catalogazione e ad un intervento di restauro” ha confermato l’Arcivescovo di Crotone e Santa Severina, Alberto Torriani.

La ristrutturazione spirituale

L’avvio dell’Anno Pastorale è stata l’occasione per fare il punto sui lavori progettuali, un momento significativo per la comunità e l’arcivescovo ha collegato gli interventi strutturali alla missione della Chiesa.

Torriano ha difatti evidenziato come l’aggiornamento sulle tempistiche “permetta di sistemare il contenitore, dentro il quale, poi, mettiamo dentro anche la testa il cuore e la passione e la progettualità per quello che metteremo dentro nella nostra chiesa”. Il restauro della struttura fisica si lega quindi a un rinnovamento spirituale.

La visione per il futuro

Il documento, presentato dall’Arcivescovo in occasione dell’avvio dell’Anno Pastorale, delinea la visione della Chiesa diocesana di Crotone.

I temi principali includono il ruolo centrale dell’Eucaristia; la necessità di formazione per i collaboratori; la riorganizzazione strutturale della Diocesi.

Un obiettivo fondamentale è la costituzione dei consigli pastorali – nelle parrocchie e nella Diocesi – da attuare nell’arco di due anni, un passo cruciale per la partecipazione e la collegialità.

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