In occasione del 66° anniversario della sua scomparsa, l’Arma dei Carabinieri ha onorato la memoria del Carabiniere Scelto Pasquale Camarda con una solenne cerimonia a San Giorgio Morgeto. L’evento ha visto la partecipazione delle massime autorità militari, del Sindaco del comune reggino e dei familiari del decorato. Il ricordo si è articolato attraverso la deposizione di una corona di alloro nel largo intitolato al militare e la celebrazione di una Santa Messa officiata da Monsignor Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.
L’estremo sacrificio
Nato a Oliveri nel 1927 e arruolatosi nell’Arma nel 1948, Pasquale Camarda prestava servizio presso la Stazione di San Giorgio Morgeto dal maggio del 1956.
Il tragico episodio che portò alla sua morte avvenne il 3 gennaio 1960, quando il militare intervenne all’interno di un bar cittadino insieme al suo Comandante di Stazione per identificare alcuni soggetti sospetti.
Durante l’operazione, uno degli sconosciuti minacciò il superiore di Pasquale Camarda puntandogli un’arma al fianco. Il Carabiniere Scelto reagì prontamente ingaggiando un conflitto a fuoco; nonostante riuscì a ferire l’aggressore permettendo al collega di mettersi in salvo, rimase colpito mortalmente.
Per questo atto, il Presidente della Repubblica ha conferito alla sua memoria la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Il legame con la comunità
La cerimonia ha permesso di ricordare anche un altro gesto eroico compiuto dal militare, che in una precedente sparatoria fece scudo con il proprio corpo a una bambina trovatasi accidentalmente sulla linea del fuoco.
La testimonianza diretta di quella bambina, oggi adulta, ha profondamente commosso i presenti e ha offerto spunti di riflessione agli studenti delle scuole di San Giorgio Morgeto.
La figura di Pasquale Camarda resta così un esempio di abnegazione e coraggio per le nuove generazioni calabresi, simbolo di un impegno che va oltre il semplice dovere d’istituto.































