L’undicesima edizione del dossier Le Equilibriste di Save the Children delinea una Calabria in bilico tra segnali positivi e gravi carenze strutturali. Sebbene la regione presenti dati sulla natalità superiori alla media nazionale, questo potenziale è frenato da un’emigrazione costante: molte giovani donne qualificate scelgono infatti di spostarsi al Nord o all’estero per trovare sistemi di welfare più solidi e prospettive di carriera migliori.
Calabria un po’ più mother friendly, ma donne ancora equilibriste tra lavoro e famiglia
Le barriere strutturali
Nonostante un incremento del tasso di occupazione per le madri con figli minori, passato dal 39,8% al 43,4%, la partecipazione femminile al mercato del lavoro resta ostacolata da una cronica mancanza di servizi. Come sottolineato da Antonella Zema, segretaria regionale Cisl Calabria, il dato più critico riguarda gli asili nido per la fascia 0-2 anni: la regione garantisce una presa in carico di appena il 5,9%, contro una media nazionale del 18,5%, costringendo di fatto molte donne a scegliere tra carriera e famiglia.
Le sfide e le prospettive
Il segretario generale Giuseppe Lavia ha evidenziato come i fondi del Pnrr abbiano permesso l’avvio di numerosi cantieri per nuovi asili, ma la vera sfida risiede nell’effettiva apertura e gestione di queste strutture. Per la CISL Calabria, è prioritario che l’agenda politica regionale metta al centro il contrasto al part-time involontario e il potenziamento della contrattazione aziendale, incentivando lo smart working e misure concrete per una reale conciliazione tra vita privata e professionale.




























