Il rilancio politico e istituzionale di Reggio Calabria impone di affrontare subito un tema tanto concreto quanto urgente, superando i facili entusiasmi nati dall’ultima tornata elettorale cittadina. Una città e una regione che ambiscono a definirsi realmente turistiche hanno il dovere di garantire servizi di trasporto pubblico adeguati, coordinati e facilmente fruibili.
La questione non ha una natura polemica ma assume un carattere prettamente strutturale, poiché la strategica posizione geografica della città dello Stretto, considerata la porta naturale della Calabria e il terminale ferroviario meridionale, può trasformarsi in un reale valore economico solo se supportata da una rete di mobilità efficiente e integrata.
Il deficit dell’intermodalità e l’isolamento degli scali aeroportuali
Il sistema dei trasporti locale necessita di correzioni profonde per superare la mancanza di un reale coordinamento tra treni, autobus, aliscafi e voli aerei. Il problema principale non risiede nella semplice esistenza formale delle corse, quanto nella loro totale assenza di coincidenze con gli arrivi e le partenze nei nodi nevralgici dello Stretto e di Lamezia Terme.
Un passeggero che atterra all’aeroporto di Reggio Calabria in orario serale e non trova un mezzo pubblico per raggiungere la stazione, il porto o il centro cittadino rappresenta un danno d’immagine drammatico per l’accessibilità del territorio.
Lo stesso isolamento penalizza l’area dello Stretto nei collegamenti con lo scalo internazionale di Lamezia Terme, costringendo i viaggiatori a ricorrere all’auto privata o a soluzioni costose e improvvisate a causa della mancanza di treni o bus coordinati nelle fasce orarie critiche della prima mattina e della tarda serata.
Le storiche carenze della dorsale ionica e i collegamenti dello Stretto
La situazione appare ancora più complessa lungo la dorsale ionica, in un itinerario che unisce Melito Porto Salvo, Bova Marina, Brancaleone, Locri, Siderno e Roccella Jonica. Si tratta di territori caratterizzati da un immenso patrimonio culturale e ambientale che, tuttavia, subiscono una mobilità pubblica debole o del tutto inesistente nei fine settimana e nelle ore serali.
In un contesto segnato dalle storiche e note criticità della strada statale 106 Ionica, la ferrovia dovrebbe costituire la principale alternativa ecologica e sicura alla strada, anziché rimanere un servizio residuale. Una analoga disconnessione si avverte nell’area integrata dello Stretto tra Reggio e Messina, dove gli orari di aliscafi e traghetti non risultano agganciati a quelli della rete di trasporto urbano gestita dall’azienda Atam, vanificando nei fatti ogni concetto di continuità territoriale.
Le proposte concrete per un tavolo operativo tra Comune e Regione
Le ricadute di questo isolamento colpiscono i flussi turistici, l’economia dei ristoranti, le attività commerciali e la fruizione degli eventi culturali, traducendosi in un aumento del traffico privato e delle emissioni inquinanti. Per invertire questa tendenza si rende necessaria l’apertura immediata di un tavolo operativo che avanzi richieste precise su 2 piani differenti, quello comunale e quello regionale.
Sul versante cittadino occorre avviare una verifica pubblica degli orari dell’azienda Atam dopo le 20:30, istituire linee urbane serali nei weekend e nella stagione estiva, e garantire un collegamento stabile tra aeroporto, stazione, porto e lungomare. Sul fronte regionale è indispensabile attivare servizi integrativi da e per Lamezia Terme e potenziare i passaggi festivi sulla linea ionica, offrendo informazioni integrate e accessibili.
Non si chiede di moltiplicare le corse inutili, ma di attuare una programmazione intelligente che permetta a Reggio Calabria di essere vissuta appieno anche da chi arriva senza automobile.




























