L’atmosfera tra gli stand del Mercato Agroalimentare Comalca è tesa. L’associazione Assingort, che dà voce alle ditte storiche della struttura, ha rotto il silenzio inviando una segnalazione d’urgenza al Prefetto e al Questore di Catanzaro. Il timore è palpabile: l’avvio dei cantieri finanziati con i fondi del Pnrr rischia di trasformare un contesto già precario in una trappola per lavoratori e clienti. I grossisti descrivono la realtà quotidiana come un “Far West” privo di regole, dove si verificano persino distacchi di calcestruzzo dai solai. In questo scenario, l’apertura imminente dei lavori solleva interrogativi pesanti sulla gestione dell’incolumità pubblica.

Un protocollo per sopravvivere
Per evitare il disastro, gli operatori hanno formalizzato un Protocollo d’intesa operativo. La richiesta è chiara: serve un coordinamento ferreo degli orari per eseguire gli scavi e i getti di cemento solo quando l’afflusso commerciale è minimo.
Non solo, i grossisti chiedono la creazione di aree temporanee di carico e scarico per garantire la logistica in totale sicurezza.
Con lo sguardo rivolto alla scadenza del 30 giugno prossimo, l’associazione mette le mani avanti sulla responsabilità dei ritardi: se i traguardi europei dovessero sfumare, la colpa non potrà cadere su chi lavora, ma su una gestione che ha ignorato le esigenze di chi opera sul campo.
Dubbi sul progetto milionario
Oltre al pericolo fisico, emerge la denuncia di quello che viene definito un fallimento progettuale. I 10 milioni di euro stanziati rischiano, secondo Assingort, di diventare uno sperpero di denaro pubblico.
Vengono segnalati, a dire della sigla, errori macroscopici, come le tettoie fotovoltaiche dotate di pilastri che ostacolano il passaggio dei muletti negli stand. Manca inoltre una via d’uscita sulla provinciale, fondamentale per decongestionare un traffico ormai insostenibile.
A far discutere è anche la gestione economica: circa un milione di euro sarebbe già stato speso in consulenze e affidamenti diretti, senza però portare benefici tangibili alla struttura.

L’efficienza solo di facciata
I problemi cronici del Comalca restano lì, immobili. I grossisti incalzano: dalle carenze igienico-sanitarie legate alla presenza di topi e volatili alla mancanza di tettoie adeguate per il lavoro h24, nulla sembra destinato a cambiare davvero.
“Siamo di fronte a un’efficienza solo di facciata” dichiarano con amarezza i rappresentanti di Assingort. Quella che doveva essere una rivoluzione logistica sembra essersi trasformata in una minaccia per l’attività economica.
Pronta a dare battaglia legale per prevenire danni erariali e tutelare i propri diritti, l’associazione di Catanzaro avverte: la comunità non può restare a guardare mentre si mette a rischio il futuro del mercato.




























