“Il Comune di San Giovanni in Fiore balza alle cronache nazionali per la nomina a “super assessore” del marito dell’ex sindaca Rosaria Succurro, un episodio che proietta un’ombra di interessi privati sulla cittadina silana”. Inizia così la nota del locale Comitato 18 Gennaio.
“Per distogliere l’attenzione dalla controversia, la Succurro – sindaco fino al 6 dicembre e oggi consigliera regionale – annuncia una proposta di legge sugli ospedali di montagna, un’iniziativa tardiva che stride con anni di negazionismo sanitario. Durante la sua amministrazione, denunce di sindacati, associazioni come “Si(la) Salute Bene Comune” e “Donne e Diritti”, consiglieri di opposizione e il Comitato 18 Gennaio venivano bollate come “sciacallaggio”, mentre reparti si svuotavano e personale calava” si legge ancora.
“La narrazione ufficiale dipingeva l’ospedale come eccellenza, schermando il commissario regionale Roberto Occhiuto anziché i cittadini. Oggi la “folgorazione” elettorale porta Succurro a riconoscere il collasso della sanità montana, ammettendo implicitamente le ragioni dei comitati. Esemplare il caso di Serafino Congi, morto d’infarto a 47 anni il 4 gennaio 2025 in ambulanza verso Cosenza, dopo tre ore di attesa al pronto soccorso per carenza di medici e ambulanze: a un anno di distanza, l’emergenza-urgenza resta inadeguata” viene sottolineato.
“La sanità calabrese richiede la fine del commissariamento, rinegoziazione del Piano di Rientro, investimenti negli ospedali montani sacrificati dal 2010 e un servizio 118 efficiente. Non convince chi ha taciuto per anni: la salute è diritto costituzionale, non bandierina elettorale. Oggi, 4 gennaio 2026 alle 17.00, l’Associazione Antigone organizza una camminata cittadina “Siamo tutti Serafino” per onorare la memoria della vittima e spingere per cambiamenti concreti” conclude il Comitato 18 Gennaio.





























