La speranza di centinaia di lavoratori calabresi passa dalla proposta di legge regionale numero 65, firmata dai consiglieri Luciana Bevilacqua e Giuseppe Mattiani. Il testo, nato per favorire il reclutamento attingendo dai concorsi già espletati, doveva rappresentare una svolta decisiva per chi ha superato con successo le selezioni pubbliche. Come racconta un’idonea del concorso per 54 posti indetto dalla Giunta regionale, l’iniziativa “avrebbe dovuto porre le basi per ottenere il lavoro sperato dopo aver superato un concorso pubblico”, offrendo una concreta prospettiva professionale a quanti attendono una chiamata.

Le graduatorie bloccate
La situazione riguarda una platea composta da oltre 700 idonei distribuiti in vari ambiti professionali, tra cui quelli di Funzionario Statistico, Auditor, Funzionario Tecnico Agroforestale, Specialista nella Comunicazione e Funzionario Informatico Analista Programmatore.
Come spiega l’idonea, a differenza di quanto avvenuto in passato per i Centri per l’Impiego o per il profilo di Funzionario Amministrativo, le cui liste sono state utilizzate fino all’esaurimento, in questo caso gli avanzamenti sono stati quasi nulli.
Le scadenze biennali, fissate tra l’11 aprile e il 24 luglio del prossimo, si avvicinano rapidamente alimentando una forte e comprensibile ansia.
Il nodo delle modifiche
Durante la seduta del 4 settembre in Prima Commissione, l’esame del testo ha registrato un netto ridimensionamento delle tutele previste.
Secondo l’idonea però le correzioni inserite renderebbero l’utilizzo dei candidati idonei una semplice opzione e non un dovere per la Regione, per gli Enti Strumentali della stessa e per le Agenzie Regionali.
Nella nuova formulazione si stabilisce infatti che gli enti “verificano la possibilità di procedere prioritariamente allo scorrimento delle proprie graduatorie”, cancellando la vincolatività originaria. A ciò si aggiunge il limite temporale dell’articolo 4, che riduce l’efficacia delle norme a soli dodici mesi.

La richiesta di proroga
Di fronte al rischio di rendere inefficace la norma, i partecipanti chiedono un intervento correttivo immediato, a partire dall’allungamento dei termini di validità degli elenchi ufficiali.
“Alla luce degli attuali risvolti si rende necessario introdurre una proroga delle graduatorie di ulteriori ventiquattro mesi dalla scadenza”, viene evidenziato nella lettera.
Un precedente analogo è stato già applicato per le graduatorie del Servizio Sanitario della Regione Calabria e per quelle del personale amministrativo nei primi mesi del 2025.
L’auspicio finale è che le istituzioni regionali non tradiscano le aspettative dei giovani professionisti sostenendo con forza il loro futuro lavorativo.


























