Pizzo a un commerciante: sei arresti a Crotone, alcuni vicini a cosca locale

in Cronacaprovincia di Crotone
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Un presunto tentativo di estorsione, in concorso ed aggravato dalla metodologia mafiosa, subita da un negoziante del centro cittadino di Crotone. Questa l’accusa contestata a sei persone stamani finite in arresto su ordine del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro: per due di loro si sono spalancate le porte del carcere, mentre le altre quattro sono state sottoposte ai domiciliari. Alcune sono poi ritenute vicine alla cosca locale dei Vrenna-Corigliano-Bonaventura

Dalle indagini al blitz

Il blitz è scattato alle prime ore del giorno. Coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo sono entrati in azione oltre ottanta agenti della Polizia insieme ai colleghi delle cinofile antidroga.

La complessa e impegnativa attività investigativa, effettuata dalla Squadra Mobile crotonese tra luglio e settembre scorsi, è scattata dopo l’acquisizione a sommarie informazioni della vittima delle presunte pressioni, uno straniero gestore di un mini market, e che sarebbero state messe in atto dagli indagati.

Come ha spiegato il dirigente della Mobile Salvatore Costantino Belvedere, dopo le richieste estorsive, infatti, a cui sono seguite anche delle minacce, il negoziante non ha ceduto alle pretese, tra l’altro subendo a settembre un pestaggio avvenuto sotto casa sua e per mano di un uomo incappucciato. Dopodiché si è rivolto alle forze dell’ordine.

Gli indizi e la misura

A contribuire a formare il quadro accusatorio a loro carico, anche le immagini acquisite dagli impianti di video sorveglianza presenti nell’area.

Acquisiti numerosi indizi, la Dda ha depositato al Gip una richiesta di misure cautelari idonee, che è stata accolta consentendo a quest’ultimo di emettere il provvedimento restrittivo della libertà personale dei sei indagati.

L’affitto in nero

Secondo gli inquirenti la vicenda sarebbe scaturita dal rifiuto di cedere a una pretesa economica considerata del tutto illegittima. La vittima è il 32enne pakistano Sheikh Ali Hussain, gestore di un minimarket in via Cutro, formalmente intestato alla moglie.

A fronte di un contratto di affitto registrato per la somma di duecento euro mensili, il proprietario dell’immobile, Stefano Liotti, avrebbe preteso di riscuotere un ulteriore importo in nero di pari valore, portando il totale a 400 euro.

Si ipotizza quindi che di fronte alle prime difficoltà economiche e alla successiva decisione del commerciante di pagare esclusivamente quanto pattuito per legge tramite vaglia postale, il locatore abbia scatenato una pesante ritorsione, arruolando soggetti noti per la loro caratura criminale così da imporre l’alternativa tra il versamento del surplus e l’abbandono del locale.

L’escalation di violenze

Per costringere la vittima a cedere, si sarebbe attivata una vera e propria morsa intimidatoria caratterizzata dal metodo mafioso. La sequenza si sarebbe aperta con il prelievo di merce non pagata da parte di clienti accompagnati da esponenti del gruppo, per poi proseguire con avvertimenti espliciti.

Tra le intimidazioni si registra una frase, “ti faccio uscire il fumo dalla testa”, che sarebbe stata pronunciata per rivendicare l’autorità di decidere le controversie locali e l’invito a estrarre una pistola per sparare all’esercente.

L’escalation si sarebbe spinta fino a minacce dirette alla presenza della polizia, del tipo “domani vengo e ti sparo”, fino ad un brutale agguato, il 10 settembre, quando il pakistano è stato colpito con due pugni al volto sotto casa da un complice rimasto ignoto e poi fuggito su un’auto guidata da un membro della banda.

I nomi degli arrestati

Il giudice per le indagini preliminari Massimo Forciniti, su richiesta della Dda, ha quindi disposto il carcere per Antonio Ciampa, 48enne residente a Crotone, e per Amjad Ali, 40enne di origine pakistana, accusati di aver partecipato attivamente alle pressioni e all’esazione “con condotte di spiccata violenza”.

Ai domiciliari con braccialetto elettronico sono finiti il 61enne Stefano Liotti, proprietario dell’immobile, il 59enne Francesco Vallone, detto Franco, il 59enne Valerio Franco e il 48enne Leonardo Berlingieri, considerato il conducente del veicolo utilizzato per la fuga dopo l’aggressione.

(aggiornata alle 11:16)

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