Beni per oltre 5 milioni di euro sono stati confiscati a un imprenditore di Sant’Eufemia d’Aspromonte, operante soprattutto nel settore edilizio, già condannato in via definitiva a 15 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione per associazione di stampo mafioso e altri reati. Il provvedimento è stato eseguito dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria in attuazione di una decisione della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale locale, nell’ambito degli accertamenti patrimoniali svolti, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di finanza.

L’inchiesta Eyphemos
L’indagine ha preso le mosse dal procedimento denominato Eyphemos, relativo all’operatività della locale di ‘ndrangheta di Sant’Eufemia, riconducibile alla cosca Alvaro.
Secondo quanto riportato dagli inquirenti, gli approfondimenti investigativi avrebbero consentito di ricostruire il patrimonio riconducibile direttamente o indirettamente all’uomo, ritenuto sproporzionato rispetto al reddito dichiarato e quindi considerato come il frutto di attività illecite o del loro reimpiego.

I beni cautelati
La misura ha riguardato una ditta individuale, due società attive nel settore delle costruzioni, sei fabbricati, tre terreni e rapporti bancari, finanziari e assicurativi con le relative disponibilità. Il valore complessivo dei beni confiscati è stato stimato in oltre 5 milioni di euro.





























