Il percorso creativo del progetto Condominio Mediterraneo ha segnato una tappa fondamentale presso l’Abarc, concludendo il suo quinto workshop dedicato alle arti visive e performative. L’iniziativa, inserita nel programma Pnrr Performing Prmg, vede come capofila l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e si sviluppa in un arco temporale che va dal 1 giugno 2024 al 31 marzo scorso. Un cantiere di idee e sperimentazioni che continuerà a evolversi come un laboratorio aperto fino a giugno prossimo, coinvolgendo attivamente le nuove leve del panorama artistico.

Curatela e ricerca attiva
La critica d’arte e curatrice Lucrezia Longobardi ha preso le redini di quest’ultimo appuntamento, guidando gli allievi in un’attività laboratoriale focalizzata sulla curatela performativa.
Il programma è stato fortemente sostenuto dal direttore Pietro Sacchetti e coordinato dal responsabile scientifico Marcello Francolini.
Durante l’incontro di ieri, venerdì 24 aprile, sono emersi i nuovi sviluppi del piano di lavoro, arricchiti da un estratto della documentazione audiovisiva curata dalla professoressa Rosita Commisso, pensata per narrare l’intero processo creativo.
Il valore della performance
Il professor Francolini ha voluto ribadire l’essenza educativa dell’operazione spiegando che “questo importante progetto nasce per gli studenti ed è costruito con gli studenti. L’obiettivo di Condominio Mediterraneo è stato quello di utilizzare il processo performativo come strumento educativo, potenziando non solo la dimensione teorica, ma anche quella delle competenze”.
Secondo il docente, il ciclo di incontri con firme internazionali del calibro di Adrian Paci, Michele Di Stefano, Romina De Novellis e Giulia Piscitelli apre ora le porte alla fase espositiva vera e propria.

Lo spazio e il visitatore
Nel vivo del lavoro laboratoriale, Lucrezia Longobardi ha lavorato sulla traduzione pratica delle opere prodotte in forme allestitive concrete.
“È stato un workshop incentrato sulla curatela performativa che ci ha permesso di capire come tradurre in forma espositiva le opere prodotte. Abbiamo lavorato sulla riappropriazione dello spazio e sulla costruzione di un’esperienza per il visitatore”, ha dichiarato la curatrice, sottolineando come il dialogo con i ragazzi abbia permesso di definire un percorso capace di raccontare l’identità dell’istituzione al grande pubblico.
Mostra in riva allo Stretto
Il direttore Pietro Sacchetti ha infine svelato una novità significativa riguardo alla destinazione finale dei lavori prodotti. Sebbene inizialmente non fosse prevista un’esposizione cittadina, l’accademia ha scelto di condividere i risultati con la collettività scegliendo una cornice d’eccezione.
“Abbiamo individuato il Castello Aragonese di Reggio Calabria come luogo espositivo, dove da fine maggio a fine agosto saranno presentate le opere realizzate insieme ai materiali progettuali”, ha concluso il direttore, sancendo il legame profondo tra la ricerca artistica e il territorio calabrese.




























