Un’importante operazione interforze ha avuto luogo nei Comuni di Petilia Policastro, Mesoraca e Roccabernarda, in provincia di Crotone, come parte del piano nazionale e transnazionale Focus ‘Ndrangheta. Coordinata dal Questore di Crotone, Renato Panvino, l’attività si è svolta su indicazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto Franca Ferraro.
I fuochi “pericolosi”
Durante un controllo presso un esercizio commerciale, gli agenti hanno scoperto la presenza di un dipendente non regolarmente assunto. L’infrazione ha portato a una segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per i necessari provvedimenti.
Più sorprendente, però, è stato il rinvenimento di un ingente quantitativo di materiale esplodente, circa 117 chili di articoli pirotecnici detenuti in condizioni irregolari, senza le necessarie misure di sicurezza.
I fuochi d’artificio erano accatastati in modo pericoloso, in un ambiente non protetto. L’intero materiale è stato sequestrato e il titolare dell’attività è stato denunciato per detenzione abusiva di materiale pirotecnico.
L’operazione ha incluso anche il controllo di un’officina meccanica e di un’attività di noleggio auto, dove sono stati acquisiti documenti utili per avviare ulteriori indagini.
La attività su strada
Durante un posto di controllo su strada, sono state elevate due multe per violazioni del Codice della Strada, mentre un uomo è stato denunciato per possesso ingiustificato di un coltello a serramanico.
I risultati complessivi dell’operazione includono: 202 persone identificate, di cui 63 con precedenti; 152 veicoli controllati; 3 attività commerciali ispezionate; 2 denunce all’autorità giudiziaria; 2 sanzioni al Codice della Strada.
L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio, con l’obiettivo di prevenire e reprimere i reati legati alla criminalità, al commercio di materiale pirotecnico illegale e alle violazioni in ambito commerciale e dei trasporti. In vista delle festività natalizie, infatti, aumenta il rischio di incidenti legati all’uso improprio di materiale esplodente.
Le attività hanno coinvolto diversi corpi delle forze dell’ordine, tra cui la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Capitaneria di Porto e l’Ispettorato del Lavoro.




























