Criminalità nel Crotonese: trenta misure di prevenzione, cinque sorveglianze

in Cronacaprovincia di Crotone
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La Polizia di stato ha impresso una decisa accelerazione alle attività di contrasto alla criminalità nel territorio crotonese. Attraverso una serie di provvedimenti di prevenzione, il questore Renato Panvino ha messo nel mirino numerosi soggetti considerati pericolosi per l’ordine e la pubblica sicurezza. L’operazione, coordinata dalla Divisione Anticrimine, ha interessato pregiudicati coinvolti in reati che spaziano dal metodo mafioso ai maltrattamenti in famiglia.

> Il questore Renato Panvino

Gli avvisi e le restrizioni

Nei primi due mesi dell’anno sono stati così emessi 24 avvisi orali nei confronti di individui dediti abitualmente alla commissione di gravi delitti.

Tra questi, spiccano sei persone gravemente indiziate di estorsione e turbata libertà degli incanti, a Isola di Capo Rizzuto, con l’aggravante di aver agevolato associazioni mafiose.

Particolare rilievo assume la figura di un uomo colpito da un avviso orale aggravato: a causa di precedenti condanne per stupefacenti, il destinatario non potrà più utilizzare apparati radiotrasmittenti, giubbotti antiproiettile o mezzi blindati.

Per altri due pregiudicati residenti fuori città, responsabili di reati contro il patrimonio, è scattato invece il foglio di via obbligatorio con il divieto di rientro nel comune per un anno.

Violenza, i provvedimenti

Un fronte caldissimo dell’attività di prevenzione riguarda la tutela delle persone offese. Il questore ha adottato la misura dell’ammonimento nei confronti di tre individui accusati di condotte persecutorie, intimando loro di cessare immediatamente ogni comportamento molesto.

Un provvedimento simile è stato notificato a un soggetto già indagato per maltrattamenti contro i propri familiari. Queste azioni mirano a bloccare sul nascere escalation di violenza domestica e di genere, fornendo una risposta rapida alle istanze dei cittadini.

Sorveglianza e controllo

Il bilancio si fa ancora più pesante con l’esecuzione di cinque sorveglianze speciali disposte dal tribunale di Catanzaro. I destinatari, coinvolti in reati che vanno dal sequestro di persona all’associazione mafiosa, saranno obbligati a soggiornare nel proprio comune per periodi compresi tra uno e cinque anni.

Parallelamente, sono state avanzate nuove proposte di sorveglianza per altri cinque residenti, tra cui tre individui accusati di tentato omicidio.

Infine, l’attività di controllo capillare ha portato 51 persone alla misura della libertà controllata su disposizione delle autorità giudiziarie, imponendo loro obblighi precisi per limitarne la pericolosità sociale.

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