Il panorama culturale calabrese si arricchisce con il ritorno di Sense – Festival della Sila Autentica, giunto quest’anno alla sua nona edizione. Il progetto, ideato e promosso dal Mabos – Museo d’Arte del Bosco della Sila, si configura come un laboratorio permanente dedicato alla creatività e alla partecipazione sociale, situato nel cuore boschivo della Sila Piccola in provincia di Catanzaro. L’edizione di quest’anno introduce una significativa novità logistica e concettuale: la residenza d’arte contemporanea, programmata dal sei al dodici luglio, sposterà il proprio baricentro creativo lungo il corso del fiume Melito, in un’area fortemente simbolica legata alla figura storica e spirituale di Gioacchino da Fiore.
Il fulcro concettuale dell’edizione duemilaventisei
Sotto il titolo programmatico “L’Essere e il Presagio”, la manifestazione traccia un percorso poetico in cui il corso d’acqua assume il ruolo di asse narrativo fondamentale per unire lo spazio, il tempo e i linguaggi espressivi.
Le installazioni artistiche ricercheranno un dialogo costante e reciproco all’interno degli spazi del Mabos: un’opera sarà focalizzata sull’indagine del tempo presente, mentre l’altra si aprirà verso la dimensione del presagio. In questo scenario, il pubblico non ricoprirà un ruolo di semplice spettatore, ma diventerà parte integrante del processo, fungendo da elemento di transizione e interpretazione critica dei messaggi proposti.

I protagonisti della residenza e le loro opere
La selezione artistica di questa stagione vede il coinvolgimento di due figure di rilievo nel panorama scultoreo e installativo. L’artista Saverio Todaro, formatosi all’Accademia di Belle Arti di Torino, presenterà un’installazione interattiva intitolata Oracolo, concepita come una soglia dorata tra il percorso di camminamento e il fiume, capace di tramutare in esperienza fisica la dottrina gioachimita della trinità dei tempi attraverso le risposte vibrazionali attivate dal passaggio dei visitatori.
Lo scultore Mauro Mezzina, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, realizzerà invece un monumentale tappeto di marmo adagiato sulla sponda del Melito, un dispositivo progettato per accogliere il tempo lento degli elementi naturali e del passaggio umano, invitando a una fruizione meditativa e a un contatto diretto con il suolo.
Curatela letteraria e riflessione filosofica
La narrazione e il raccordo testuale tra i diversi interventi sono stati affidati alla scrittrice e archeologa Eliana Iorfida, la cui curatela letteraria funge da innesto narrativo capace di unire il lavoro di Saverio Todaro e Mauro Mezzina in un unico racconto temporale. L’intero impianto della rassegna mira a rileggere la filosofia della storia di Gioacchino da Fiore come una rivelazione progressiva mediata dal corpo e dall’ambiente naturale.
Il fondatore del Mabos, Mario Talarico, ha espresso forte soddisfazione per l’avvio della residenza, definendola un atto di fiducia verso le potenzialità espressive del territorio e ribadendo la missione del museo di trasformare l’ambiente silano in uno spazio di condivisione e crescita spirituale.




























