Un pesante atto di accusa contro l’immobilismo istituzionale arriva da Isabella Fiore, già consigliere comunale di Lamezia Terme. Al centro della vibrante protesta c’è lo stato di progressivo e pericoloso degrado in cui versa la strada provinciale 73, l’importante arteria di collegamento che da Sambiase conduce fino a Martirano Lombardo.
L’ex amministratore ha evidenziato come il manto stradale presenti oggi vistose e profonde ferite, solchi e avvallamenti che rischiano di compromettere definitivamente la transitabilità del percorso se non si interverrà con immediate opere di risanamento.
Il silenzio della Provincia di Catanzaro
Le sollecitazioni inviate agli uffici competenti non hanno finora prodotto i risultati sperati. Fiore Isabella ha ricordato di aver segnalato più volte la gravità della situazione alla Provincia di Catanzaro, l’ente formalmente responsabile della manutenzione stradale, l’ultima delle quali circa un mese fa.
Da quel momento l’istituzione ha brillato per un silenzio assoluto, un atteggiamento che l’esponente politico giudica lesivo non tanto della propria figura, quanto del fondamentale diritto alla sicurezza dei cittadini, dei lavoratori e degli studenti che ogni giorno percorrono quel tratto.
Rischi quotidiani per studenti e pendolari
La prolungata incuria espone a pericoli quotidiani una vasta fetta di popolazione. Lungo i quasi dieci chilometri che separano Sambiase da San Mazzeo, in particolare nella zona di Caria, l’incolumità pubblica è minacciata sia dal cedimento continuo del terreno sia dagli alberi che si protendono pericolosamente sulla carreggiata.
A subire i disagi maggiori sono i residenti che scendono verso la piana, i docenti in servizio nelle scuole dell’Istituto Comprensivo di Martirano e gli alunni costretti a viaggiare sui mezzi di trasporto scolastico affrontando sobbalzi continui prima di raggiungere le aule.
L’appello ai sindaci e alla Procura
Davanti a questo scenario, l’ex consigliere ha lanciato un forte appello ai sindaci del comprensorio lametino affinché facciano sentire la propria voce, all’unisono, nei confronti dei vertici provinciali per denunciare il dissesto idrogeologico del territorio.
Tra le soluzioni prospettate con urgenza figurano la sutura provvisoria delle crepe stradali e interventi strutturali di drenaggio delle acque piovane per frenare lo scivolamento a valle dei terreni. La disamina e il timore che si possa consumare una tragedia a causa dell’incuria sono stati infine indirizzati alla riflessione della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, chiamata a monitorare le condizioni di insicurezza in cui sono lasciate le comunità periferiche.




























