A seguito dei gravi danni che hanno colpito la provincia di Cosenza, causati in questi giorni dal ciclone Jolina e dagli eventi atmosferici estremi degli ultimi mesi, il segretario generale della Fai Cisl cosentina, Antonio Pisani, interviene per richiamare l’attenzione sull’urgenza di rafforzare le politiche di tutela del territorio e di valorizzazione del lavoro forestale e della bonifica.
«Ancora una volta ci troviamo a fare i conti con fenomeni climatici che mettono in ginocchio intere comunità, causando danni alle infrastrutture e alle attività produttive. Particolarmente colpita dal ciclone Jolina è l’area ionica della provincia di Cosenza, dove si registrano situazioni di estrema criticità. Nel territorio di Crosia si sono verificati eventi drammatici: una frana nel centro storico ha costretto all’evacuazione di numerose famiglie, mentre l’esondazione delle fiumare Trionto e Fiumarella ha provocato allagamenti diffusi, con acqua e fango che hanno invaso abitazioni, strade, attività, vie di collegamento» ricorda Pisani. «Le conseguenze per le comunità locali sono pesantissime: famiglie costrette a lasciare le proprie case, danni ingenti alle infrastrutture e un impatto devastante sul settore agricolo, già duramente provato. Campi allagati, coltivazioni compromesse e aziende agricole in difficoltà rappresentano un colpo durissimo per l’economia dell’intero territorio».
Secondo il segretario, quanto accaduto conferma in maniera evidente il ruolo strategico del settore forestale e della bonifica nella prevenzione e nella gestione del rischio ambientale. «Il lavoro degli operai forestali e degli addetti alla bonifica rappresenta un presidio fondamentale per la sicurezza del territorio. Manutenzione dei boschi, sistemazione idraulico-forestale, prevenzione degli incendi, regimazione delle acque, gestione delle dighe, pulizia dei canali di scolo, contrasto al dissesto sono attività essenziali che devono essere riconosciute e potenziate. Un punto centrale è la necessità di avviare con urgenza il ricambio generazionale in questi comparti. Il settore forestale soffre da tempo di un progressivo invecchiamento e svuotamento della forza lavoro. È indispensabile attivare un vero turn-over ed aprire all’ingresso di giovani, capaci di portare nuove forze, energie e competenze».
Pisani richiama inoltre l’importanza della formazione e dell’aggiornamento professionale: “Investire nelle competenze significa rendere il sistema idraulico-forestale più efficiente e pronto ad affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici. Serve una programmazione che punti su formazione continua, innovazione e qualificazione del personale. La tutela del territorio non può essere affrontata solo in emergenza. Occorre una strategia strutturale che metta al centro il lavoro idraulico-forestale come leva di sviluppo, sicurezza e sostenibilità. Garantire un adeguato presidio umano, attraverso il lavoro idraulico-forestale, significa proteggere le comunità, salvaguardare l’ambiente, la ricchezza naturale agricola e agroalimentare di questo territorio e costruire un futuro più resiliente per la nostra provincia».































