Decreto sicurezza e stop al dissenso, Anpi: “costruire una risposta collettiva”

in Attualitàprovincia di Reggio Calabria
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Prosegue senza sosta l’impegno civile dell’Anpi sezione Condò. Dopo il primo incontro del 9 gennaio, l’associazione torna a riunire la cittadinanza venerdì prossimo, 23 gennaio alle ore 18:00. L’appuntamento è fissato presso la Casa del Popolo Condò, situata in Via Pio XI numero 94/D a Reggio Calabria. L’obiettivo è chiaro: analizzare una fase politica percepita come profondamente reazionaria e costruire una risposta collettiva che parta dalla consapevolezza dei diritti costituzionali.

Sicurezza o repressione

Al centro del dibattito si trova il nuovo Decreto Sicurezza, i cui contenuti stanno sollevando aspre polemiche tra giuristi e attivisti. Tra le misure più discusse spicca la possibilità di estendere il Daspo sulla base della sola denuncia di un manifestante.

Non meno preoccupante è l’introduzione del cosiddetto fermo di prevenzione, che permetterebbe di trattenere un sospettato fino a 12 ore senza la necessità di un ordine giudiziario.

A ciò si aggiungono sanzioni pecuniarie pesantissime, che possono arrivare a 20mila euro per gli organizzatori di manifestazioni che non rispettano rigorosamente l’itinerario o i tempi del preavviso.

Il controllo nelle scuole

Un altro segnale di allarme proviene dal mondo dell’istruzione. Ha destato scalpore una circolare del Ministero dell’Istruzione che chiedeva agli istituti di raccogliere informazioni sugli studenti palestinesi.

Secondo gli organizzatori dell’assemblea, si tratterebbe di “un atto inquietante e dalle finalità non chiarite”, che sembra colpire direttamente la solidarietà politica.

Parallelamente, si registra il caso dei dieci Vigili Del Fuoco colpiti da procedimenti disciplinari per aver manifestato contro il genocidio indossando l’uniforme.

Per l’Anpi, l’accusa di aver screditato il corpo è infondata, trattandosi di un’azione legittimata dal sindacato e mossa da una profonda coscienza civile.

I diritti in bilico

Secondo l’associazione questi episodi si inserirebbero in un quadro più ampio di restrizione degli spazi di dissenso, già evidenziato dagli sgomberi di centri sociali storici come Askatasuna a Torino e Leoncavallo a Milano.

Per l’Ampi la tendenza sembra indicare un progressivo scivolamento verso la legge del più forte a scapito dello stato di diritto, un fenomeno che non riguarda solo l’Italia ma coinvolge diverse democrazie occidentali, inclusi gli Stati Uniti.

L’incontro del 23 gennaio servirà quindi a programmare nuove iniziative, guardando con attenzione anche allo scenario internazionale.

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