Disabilità. Reggio Calabria città davvero inclusiva? Col Peba è possibile

in Attualitàprovincia di Reggio Calabria
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Una città moderna e giusta non può prescindere dall’accessibilità. La disabilità non deve essere considerata una questione individuale, ma sociale, poiché interroga direttamente il modo in cui progettiamo i nostri spazi. È necessario ripensare servizi e relazioni affinché siano equi, assicurando a ogni persona la reale possibilità di partecipare alla vita della comunità. Per questo motivo, l’approvazione del Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, rappresenta una priorità non più rinviabile per Reggio Calabria.

> Filomena Iatì

Gli ostacoli comuni

Secondo Filomena Iatì, avvocato e già consigliere comunale, non si tratta di un semplice atto burocratico, ma di una scelta politica chiara, troppo a lungo rimandata dall’attuale amministrazione.

“Quando l’accessibilità manca, a restare indietro non sono solo le persone con disabilità, ma anche anziani, famiglie con bambini e chi vive difficoltà temporanee” evidenzia Iatì.

Ed in una realtà come quella reggina, caratterizzata da una popolazione che invecchia e servizi spesso frammentati, il tema diventa ancora più urgente.

Chi guiderà la città nei prossimi anni dovrà assumere l’accessibilità come principio guida, garantendo il diritto di muoversi e vivere pienamente gli spazi pubblici, compreso il mare, elemento essenziale dell’identità cittadina.

Il Peba dovrà quindi essere approvato e attuato con il coinvolgimento diretto delle associazioni, perché nessuno meglio di chi vive la disabilità conosce la posizione delle barriere.

Gli interventi urgenti

Per l’ex consigliera, è necessario intervenire da subito su punti concreti per garantire una mobilità quotidiana sicura: marciapiedi, rampe e semafori acustici, garantendo al contempo mezzi di trasporto realmente accessibili e taxi attrezzati.

La partecipazione deve essere strutturata attraverso un tavolo permanente con le realtà del territorio. Un’attenzione specifica va poi dedicata al Lungomare, con percorsi facilitati per l’accesso alle spiagge e l’inclusività dei lidi.

Accanto alle barriere fisiche, evidenzia ancora Iatì, esistono quelle invisibili legate a disabilità cognitive o malattie croniche, che richiedono il superamento della frammentazione dei servizi attuali.

Le prospettive future

Per semplificare la vita delle famiglie, Filomena Iatì propone l’istituzione di uno Sportello comunale unico per la disabilità, capace di orientare e coordinare i percorsi di assistenza.

Altrettanto centrale è il tema del Dopo di noi, da costruire oggi mettendo in rete le esperienze già attive sul territorio per garantire autonomia e continuità di vita.

“La disabilità non chiede privilegi, ma pari condizioni di partenza. Una città accessibile è una città che guarda al futuro e il futuro di Reggio Calabria non può e non deve lasciare indietro nessuno” conclude l’ex consigliera.

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