Discarica Scala Coeli: Regione Calabria conferma procedimento di revoca dell’Aia

in Infrastruttureprovincia di Cosenza
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La Regione Calabria ha risposto ufficialmente alla nota trasmessa il 25 giugno scorso dalle associazioni ambientaliste confermando il pieno rigetto dell’istanza di riattivazione dell’Aia, l’Autorizzazione Integrata Ambientale avanzata dalla società Bieco. Per le stesse associazioni un “provvedimento importante” che conferma dunque la sospensione che era già stata disposta nel 2023 per il sito di località Pipino, situato all’interno del territorio comunale di Scala Coeli. La notizia è stata accolta positivamente dai rappresentanti dei cittadini che da tempo chiedevano interventi concreti per la tutela dell’area.

Tra istanze e revoche

I vertici amministrativi hanno deciso di avviare formalmente il procedimento finalizzato al ritiro definitivo dei permessi legati alla struttura.

Secondo quanto comunicato ufficialmente, gli uffici competenti hanno fatto sapere di “aver avviato il procedimento amministrativo finalizzato alla revoca dell’Aia ai sensi dell’articolo 29-decies del Decreto Legislativo 152 del 2006”.

Si tratta di un passaggio di particolare rilievo che confermerebbe la necessità di mantenere alta l’attenzione su una vicenda complessa.

Una situazione che interessa ormai da molti anni l’intera area della Sila Greca e dell’Alto Ionio cosentino, mobilitando stabilmente la cittadinanza locale e le sigle ecologiste.

I controlli nel sito

L’amministrazione ha deciso di intensificare le verifiche sul posto per accertare le reali condizioni della discarica per rifiuti non pericolosi.

Le autorità competenti hanno già attivato ulteriori e specifiche misure di vigilanza, richiedendo chiarimenti immediati sia al gestore sia all’amministratore giudiziario.

È stato inoltre disposto un sopralluogo ispettivo urgente da parte dei tecnici dell’Arpacal, diffidando l’azienda responsabile affinché si muova rapidamente.

Il gestore è stato infatti intimato ad “avviare immediatamente le operazioni necessarie per l’estrazione del percolato e il ripristino delle condizioni di sicurezza del sito”, scongiurando così potenziali rischi di inquinamento.

L’impegno delle associazioni

I rappresentanti di Legambiente Nazionale e Calabria e del Circolo di Nicà hanno espresso profonda soddisfazione per la svolta burocratica.

Gli attivisti hanno sottolineato che “continueranno a seguire con la massima attenzione l’evoluzione del procedimento, affinché esso si concluda in tempi rapidi con l’adozione del provvedimento definitivo”.

Secondo gli ambientalisti, la vicenda rappresenta un tema di fondamentale interesse pubblico che richiede trasparenza assoluta nei confronti delle comunità locali e un monitoraggio costante per garantire il diritto dei residenti a vivere in un contesto salubre.

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