Il Tribunale di Castrovillari ha messo un punto fermo a una dolorosa vicenda di presunta violenza domestica: un 65enne (L.A.P.), è stato infatti condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione per ripetuti maltrattamenti e violenze ai danni della compagna, una 43enne (B.M.N). La sentenza impone all’uomo anche il pagamento delle spese processuali e il risarcimento del danno alla parte civile. I giudici hanno definito la pena “esemplare ma dovuta”, vista la “sistematicità dei comportamenti accertati”.

La tutela del figlio
Per molto tempo la donna avrebbe sopportato in silenzio soprusi quotidiani, sia fisici che verbali. La paura per la propria incolumità e per quella del figlio minore l’aveva paralizzata, impedendole di chiedere aiuto.
La svolta è arrivata nel 2022, quando ha trovato il coraggio profondo di presentarsi alle autorità per formalizzare la denuncia. Da quel momento è iniziato un lungo iter giudiziario che ha permesso di ricostruire le presunte responsabilità dell’uomo.
Il verdetto penale rappresenta l’ultimo tassello di un percorso di protezione più ampio. Già nel 2025, infatti, la Corte di Cassazione si era espressa sul caso, disponendo l’affidamento esclusivo del figlio alla madre per sottrarlo a un ambiente familiare ritenuto malsano.

Il ruolo dei legali
Questa nuova decisione del Tribunale della città del Pollina, va a completare la tutela della vittima su entrambi i fronti, quello civile e quello penale.
Accanto alla donna, fin dalle primissime fasi delle indagini preliminari, ci sono sempre stati i suoi legali, gli avvocati Ettore Francesco Zagarese e Mariateresa Fontana, che hanno offerto una difesa tecnica rigorosa e un supporto umano fondamentale per affrontare un cammino processuale logorante.
Il loro lavoro ha permesso quindi di costruire un quadro probatorio considerato solido, e risultato determinante anche per la precedente scelta sul minore espressa dalla Suprema Corte.




























