Nel 2025 l’economia della Calabria avrebbe registrato una crescita dell’1,1%, un dato superiore sia alla media del Mezzogiorno sia a quella nazionale. È quanto emerge dal rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia regionale, presentato nella sede di Catanzaro dell’istituto. Il quadro delineato evidenzia una fase di espansione sostenuta soprattutto dall’andamento delle esportazioni, che hanno segnato un incremento del 10,8%, in netta controtendenza rispetto al calo dell’1,2% registrato nel Sud Italia e alla crescita del 3,3% a livello nazionale. Per la prima volta il valore dell’export calabrese ha superato il miliardo di euro.

Un risultato significativo
Dal 2021 l’incidenza delle esportazioni sul Pil regionale è passata dall’1,6% al 2,5%. Un risultato significativo, ma che resta ancora distante dai livelli medi italiani, dove il rapporto tra export e Pil raggiunge il 29%, e da quelli del Mezzogiorno, pari al 13%.
Tra i principali motori della crescita figura il porto di Gioia Tauro, che nel 2025 ha stabilito un nuovo record nella movimentazione dei container, arrivando a circa 4,5 milioni di Teu, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente.
Secondo il rapporto, lo scalo calabrese movimenta ormai circa un terzo dell’intero traffico container nazionale.

Alcune criticità strutturali
Nel comparto industriale le vendite hanno registrato un aumento definito “moderato”, mentre gli investimenti sono rimasti sostanzialmente stabili sui livelli del 2024. A sostenere la propensione agli investimenti ha contribuito il ricorso agli incentivi fiscali, compresi quelli legati alla Zes Unica.
Permangono tuttavia alcune criticità strutturali che continuano a limitare il potenziale di sviluppo della regione. La Banca d’Italia richiama l’attenzione sulla forte presenza di micro e piccole imprese e su una capacità innovativa ancora ridotta, con un numero di brevetti tra i più bassi del Paese.
Le prospettive per il 2026, infine, si presentano più incerte. Secondo Bankitalia, le tensioni internazionali e gli effetti del conflitto in Medio Oriente stanno già incidendo sul clima di fiducia di famiglie e imprese, con possibili ripercussioni sull’andamento dell’economia regionale nei prossimi mesi.




























