Primo Rapporto sull’Economia Sociale e la Cooperazione in Calabria. Il convegno organizzato da Confcooperative Calabria in collaborazione con Bcc Mediocrati, FondoSviluppo e l’istituto DemosKopiKa ha sancito un principio fondamentale: l’economia sociale non può più essere considerata un settore di nicchia o una semplice politica di compensazione per le fragilità. Essa rappresenta invece una struttura portante per la crescita economica e la tenuta democratica del territorio calabrese. Come sottolineato dal Presidente Camillo Nola, il Rapporto propone un cambio di paradigma che mette al centro la qualità delle relazioni e la capacità delle imprese di generare valore condiviso, trasformando la cooperazione in una vera infrastruttura sociale per le comunità.
Analisi statistica e Indice di Sviluppo
I dati presentati da Nino Floro, direttore di DemosKopiKa, offrono una fotografia dettagliata del tessuto produttivo regionale attraverso l’Indice di Sviluppo dell’Economia Sociale e Civile. Sebbene il valore medio regionale di 46/100 indichi un’adesione ancora parziale, il divario tra i modelli aziendali è netto. Le cooperative, con un punteggio superiore a 60/100, dimostrano di essere molto più avanti rispetto alle imprese profit (ferme a 40/100) nell’applicazione pratica di principi quali la governance inclusiva e la sostenibilità ambientale. Questa aderenza ai valori sociali si riflette anche nella percezione degli attori: il 90% dei cooperatori ritiene l’economia sociale il cuore pulsante della propria attività.
Il ruolo cruciale del credito e delle istituzioni
Un punto focale del dibattito, arricchito dai contributi di Nicola Paldino, Maurizio Silvi e Alessandro Azzi, ha riguardato la finanza etica. È emerso con chiarezza che l’economia sociale può diventare un sistema solido solo se supportata da un credito coerente con i suoi valori. Il credito cooperativo si pone quindi come leva strategica per trasformare il risparmio dei cittadini calabresi in investimenti diretti sul territorio. Sul fronte politico, interventi come quelli di Sandro Principe, Angelo Brutto e del prefetto Rosa Maria Padovano hanno evidenziato l’urgenza di una regia regionale unitaria, possibilmente attraverso un dipartimento dedicato che possa coordinare le deleghe oggi disperse tra Welfare, Agricoltura e Sviluppo Economico.
Conclusioni strategiche nazionali
A chiudere la giornata è stato l’intervento di Maurizio Gardini, Presidente nazionale di Confcooperative, che ha inserito la sfida calabrese in un contesto europeo. Gardini ha ribadito che l’economia sociale è necessaria per rispondere a crisi sistemiche come la denatalità e la sfiducia nelle istituzioni. La cooperazione, supportata anche da studi accademici come quelli presentati da Franco Rubino, non è solo una scelta etica ma una soluzione efficiente per coniugare giustizia sociale e produttività. L’impegno finale dell’organizzazione è quello di collaborare con l’Anci Calabria e i sindaci per rendere questo modello una pratica di governo quotidiana e diffusa in ogni comune della regione.




























