Manca ormai una manciata di ore al suono della prima campanella dell’anno, che squillerà domattina di buon’ora, ma in Calabria la situazione dell’edilizia e dei servizi scolastici si mostra ancora particolarmente complessa, specchio di una disparità che, a dire il vero affligge l’intero Mezzogiorno: il che non consola né tantomeno giustifica. La nostra regione condivide con il resto del Sud investimenti sulla manutenzione straordinaria drammaticamente bassi, fermi ad appena 5.557 euro per edificio a fronte di oltre 64 mila euro destinati al Nord. A questo si aggiunge un forte bisogno di interventi strutturali urgenti, necessari per un edificio su due, oltre a profonde carenze nelle verifiche di vulnerabilità sismica e nei servizi per la mobilità sostenibile dei giovani studeti.
> Nel video: Claudia Cappelletti, responsabile scuola Legambiente
Vacanze finite, suona la campanella: in Calabra oltre 260mila alunni tornano trai banchi
Il report di Legambiente
La fotografia, impietosa, la scatta il nuovo report Ecosistema Scuola condotto da Legambiente che traccia un quadro decisamente sconfortante del patrimonio scolastico italiano, riferendosi ai dati 2025.
Nonostante lo stanziamento di 11,65 miliardi di euro previsti dal Pnrr per più di 9.500 interventi, un istituto su tre richiede ancora manutenzioni impellenti e il 57,2% delle strutture non ha superato la verifica di vulnerabilità sismica.
Parlando dei risultati, il presidente nazionale Stefano Ciafani osserva che se “il Pnrr rappresenta il più grande investimento pubblico mai realizzato in Italia sull’edilizia scolastica” i risultati sono però e ad oggi “a distanza di cinque anni… ancora inadeguati”.

I cantieri a passo di lumaca
Le lentezze operative emergono con estrema evidenza nei progetti per la costruzione di nuove strutture. Dei 206 interventi previsti per le nuove scuole, solo l’1,9% risulta ultimato, corrispondente a quattro sole strutture completate in tutto il Paese, mentre sei cantieri su dieci sono ancora attivi.
Anche il piano relativo agli asili nido registra forti rallentamenti, con quasi la metà dei 3.841 progetti fermi nella fase di realizzazione. Vanno invece meglio le opere dedicate alla messa in sicurezza, alla riqualificazione e alla realizzazione di impianti per lo sport scolastico.
Investimenti e disuguaglianze
L’analisi mette in luce forti sperequazioni economiche tra le varie regioni. Nonostante il vincolo che imponeva di assegnare al Sud almeno il 40% delle risorse del Pnrr, la dimensione economica degli interventi resta sproporzionata.
Al Nord la spesa media per ciascuna nuova scuola supera gli 8,2 milioni di euro, mentre scende a 6 milioni nel Sud e si riduce a meno di 4,8 milioni nelle Isole. Un divario economico che rischia di compromettere la qualità e l’efficacia complessiva dei lavori finiti.

La mobilità scolastica bloccata
Sul fronte della mobilità sostenibile i progressi rimangono marginali. Le zone 30 sono presenti in poco più del 35% dei plessi monitorati, mentre le strade scolastiche riguardano appena il 7,8% degli edifici.
Il servizio di scuolabus garantisce la copertura a meno di una scuola su quattro, con valori negativi soprattutto nel Nord e nelle Isole. La responsabile nazionale scuola di Legambiente, Claudia Cappelletti, sottolinea che “la geografia dei servizi scolastici continua a coincidere in larga misura con la geografia delle disuguaglianze”.

Le proposte per la svolta
Per superare queste difficoltà, Legambiente ha avanzato cinque richieste ufficiali al Governo. L’associazione chiede di rendere pubblica e trasparente l’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica, di riattivare l’Osservatorio per l’Edilizia Scolastica come cabina di regia permanente e di accelerare la riqualificazione energetica degli edifici.
Viene sollecitato inoltre il rafforzamento della governance territoriale mediante i Patti Educativi di Comunità e la valorizzazione degli spazi scolastici affinché rimangano aperti al territorio e fruibili anche oltre l’orario delle lezioni.




























