Campagna elettorale chiusa, silenzio e riflessione fino a domattina quando anche i calabresi, finalmente, saranno chiamati alle urne. Le operazioni di voto per rinnovare i vertici locali si svolgeranno infatti domenica 24 maggio (dalle 7 alle 23) e lunedì 25 (dalle 7 alle 15) e per esprimere la propria scelta basterà presentarsi al seggio provvisti della tessera elettorale e di un documento d’identità valido.

I Comuni
In Calabria sono 79 i comuni che devono rinnovare il proprio Consiglio Comunale e scegliere il Sindaco. Quelli con popolazione superiore ai 15 mila abitanti sono i due capoluoghi Reggio Calabria e Crotone, e le città di Castrovillari e San Giovanni in Fiore nel Cosentino, e di Palmi nel Reggino.
I riflettori sono certamente puntati sui due capoluoghi. A Crotone si ricandida l’uscente Vincenzo Voce, appoggiato da Forza Italia, Crescere Insieme, Valorizziamo Crotone, Progetto in Comune e Libertà e Democrazia.
A sfidarlo Giuseppe Trocino, sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Per la Nostra Crotone e Crotone Città Futura; Fabrizio Meo con la lista Meo il Sindaco-Diritti e Salute; e Vito Barresi con la lista Barresi Sindaco.
A Reggio la sfida principale è tra Domenico Battaglia, sostenuto da Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Casa Riformista, Battaglia Sindaco, Reset e La Svolta; e Francesco Cannizzaro, appoggiato da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Azione, Alternativa Popolare, Cannizzaro Sindaco, Insieme si Può, Ogni Giorno Reggio Calabria, Reggio Calabria Protagonista e Reggio Calabria Futura.
In lizza nello Stretto anche Eduardo Lamberti Castronuovo con le liste Polo Civico Cultura e Legalità e Reggio Calabria Normale; e Saverio Pazzano con il movimento La Strada.

Nel Catanzarese
Oltre ai due capoluoghi si vota dunque in altri 77 centri calabresi distribuiti all’interno delle cinque province. In particolare, nel Catanzarese le urne apriranno a Amaroni, Belcastro, Borgia, Cerva, Davoli, Jacurso, Maida, Marcedusa, Martirano, Miglierina, Montauro, Olivadi, San Pietro a Maida, Soveria Simeri, Torre di Ruggiero e Vallefiorita.
Nel Cosentino
Nella provincia di Cosenza si vota a Castrovillari, San Giovanni in Fiore, Acri, Aiello Calabro, Alessandria del Carretto, Altomonte, Amendolara, Belmonte Calabro, Bocchigliero, Calopezzati, Cariati, Casali del Manco, Cerisano, Cleto, Cropalati, Falconara Albanese, Fuscaldo, Guardia Piemontese, Longobardi, Luzzi, Marano Marchesato, Nocara, Paola, Pietrapaola, Praia a Mare, Roggiano Gravina, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Lorenzo del Vallo, San Lucido, San Nicola Arcella, Santa Maria del Cedo, Saracena, Scala Coeli, Trebisacce e Verbicaro.
Nel Crotonese
Nella provincia di Crotone, oltre che nella città pitagorica, sono tenuti a scegliere i nuovi amministratori i residenti di Cirò Marina, Cutro, Pallagorio e Strongoli.
Nel Reggino
Nella provincia di Reggio Calabria i cittadini sono chiamati ai seggi anche a Palmi, Bagnara Calabra, Bovalino, Calanna, Campo Calabro, Caraffa del Bianco, Caulonia, Gerace, Gioiosa Ionica, Grotteria, Mammola, Melito di Porto Salvo, Motta San Giovanni, Palizzi, Placanica, Portigliola, San Lorenzo, San Procopio, Sant’Agata del Bianco, Scilla, Staiti e Terranova Sappo Minulio.
Nel Vibonese
Nella provincia di Vibo Valentia, infine, la consultazione elettorale interessa le comunità locali di Filadelfia, Francavilla Angitola, Joppolo, Spilinga e Zambrone.

Come votare
Ma come si vota? Nei centri con una popolazione superiore ai 15mila abitanti il voto è valido tracciando un segno sul nome del candidato alla carica di primo cittadino, sul simbolo di una lista collegata oppure su entrambi.
È ammesso anche il voto disgiunto, che permette cioè di scegliere un candidato sindaco e una lista a lui non collegata. L’eventuale ballottaggio è previsto dopo appena due settimane, il 7 e 8 giugno.
Nei centri minori si vota invece tracciando un unico segno sul simbolo della lista desiderata, determinando automaticamente anche l’elezione del sindaco a essa associato.
Quanto ai due capoluoghi (tra i comuni con più di 15mila abitanti), la legge elettorale italiana (il Testo Unico degli Enti Locali) prevede il sistema maggioritario a doppio turno per l’elezione del Sindaco, combinato con un riparto proporzionale (metodo D’Hondt) e un premio di maggioranza per il Consiglio Comunale.

L’elezione del Sindaco
L’obiettivo principale per i candidati alla carica di Sindaco è raggiungere la maggioranza assoluta dei voti validi: ovvero il 50% più uno.
Se un candidato riesce a ottenere più del 50% dei voti validi al primo turno, viene eletto immediatamente. Se nessun candidato raggiunge questa soglia, i due candidati più votati vanno al ballottaggio. Al secondo turno vince il candidato che ottiene la maggioranza relativa (anche un solo voto in più dell’altro).
Sulla scheda l’elettore si trovano i nomi dei candidati Sindaco e, affiancati, i simboli delle liste civiche o dei partiti che li sostengono. Si può votare in quattro modi diversi.
Voto solo per il Sindaco: basta tracciare traccia un segno sul nome del candidato Sindaco. Il voto va solo a lui e non si estende alle liste collegate.
Voto per il Sindaco e per una lista collegata: Si traccia un segno sul nome del candidato Sindaco e uno sul simbolo di una lista della sua coalizione.
Voto solo per una lista: Si barra solo il simbolo della lista. In questo caso, il voto si estende automaticamente anche al candidato Sindaco a cui la lista è collegata.
Il voto disgiunto: È possibile votare per un candidato Sindaco e, contemporaneamente, barrare una lista che sostiene un candidato Sindaco diverso.
Le preferenze per i Consiglieri: Si possono esprimere fino a due preferenze scrivendo i cognomi dei candidati consiglieri a fianco del simbolo della lista. Se si esprimono due preferenze, scatta l’obbligo della differenza di genere (un uomo e una donna della stessa lista). Se si scrivono due uomini o due donne, la seconda preferenza viene annullata.

Soglia e Premio
La ripartizione dei seggi del Consiglio Comunale (32 seggi sia a Crotone che a Reggio Calabria) segue regole geometriche per garantire la governabilità senza escludere le minoranze.
La Soglia di Sbarramento (3%): Le liste che corrono da sole o all’interno di una coalizione devono superare un filtro minimo per poter entrare in Consiglio. Partecipano al riparto dei seggi solo le liste che ottengono almeno il 3% dei voti validi a livello comunale.
Se una lista rimane sotto il 3%, non ottiene alcun seggio, anche se la coalizione di cui fa parte vince le elezioni.
Il Premio di Maggioranza (60%): Per dare stabilità alla giunta, la legge assicura una maggioranza forte al Sindaco vincitore: alla coalizione o alla lista collegata al Sindaco eletto viene garantito il 60% dei seggi in Consiglio (ovvero 19 seggi su 32).
I restanti seggi (il 40%, pari a 13 seggi) vengono distribuiti in modo proporzionale tra le liste di opposizione che hanno superato lo sbarramento del 3%. Il primo seggio di ogni coalizione di minoranza viene assegnato automaticamente al candidato Sindaco non eletto di quella coalizione.




























