Si è concluso purtroppo nel peggiore dei modi il tentativo di salvataggio di una poiana nell’area del porto di Tropea. L’animale era rimasto incastrato a testa in giù in una rete metallica riportando ferite gravissime. Sul posto sono prontamente arrivati i Vigili del Fuoco del distaccamento di Ricadi, allertati dal personale di un locale commerciale del posto. I pompieri hanno liberato il rapace e lo hanno consegnato a Domenico Aiello, rappresentante del WWF, ma ogni sforzo si è rivelato vano. Stessa sorte è toccata pochi giorni prima a un barbagianni, trovato in fin di vita presso il Lido del Nonno e deceduto poco dopo il ritrovamento.

I successi dei volontari
Non mancano fortunatamente le storie a lieto fine. Nella zona della Sila sono stati tratti in salvo due scoiattoli meridionali e un giovane falco pellegrino, quest’ultimo soccorso a San Giovanni in Fiore grazie all’intervento di Massimo Secreti, dell’associazione Capitale della Sila, e dei volontari del GLC Lipu Sila.
Il falco, ferito a un’ala per via di un cavo aereo, è stato trasportato da Alfredo Bruno al CRAS di Cosenza. Si tratta tuttavia solo di una piccola parte delle decine di operazioni quotidiane portate avanti da cittadini, associazioni e forze dell’ordine per tutelare le specie protette.
Una rete insufficiente
Il soccorso degli animali selvatici in Calabria resta legato per lo più alla buona volontà dei singoli. Gli operatori pubblici come la Polizia Provinciale, i Carabinieri Forestali, i Vigili del Fuoco e i veterinari lavorano alacremente insieme ai due soli Centri di Recupero per Animali Selvatici regionali, che hanno sede a Catanzaro e Cosenza.
“Se oggi migliaia di animali selvatici vengono curati è grazie a una rete straordinaria di donne e uomini che lavora sostenuta più dalla passione che da adeguati strumenti”, ha spiegato Aiello, evidenziando l’assenza di strutture capillari di primo intervento sul territorio.

L’appello alla regione
L’esponente del WWF ha rivolto un messaggio diretto al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Pur apprezzando la recente ordinanza a tutela di cani e gatti contro le ondate di calore, Aiello ha sottolineato la necessità di tutelare anche la fauna selvatica.
“La legge regionale 9 del 1996 ha ormai bisogno di essere aggiornata ascoltando chi opera sul campo. La Calabria ha bisogno di una riforma coraggiosa che costruisca una vera rete regionale per il soccorso della fauna selvatica, con procedure chiare, reperibilità, strutture adeguate e risorse certe. Una regione che tutela la biodiversità tutela sé stessa”.




























