Le acque del Golfo di Squillace tornano al centro della scena politica e ambientale per il progetto del parco eolico offshore Enotria. Nonostante le recenti rimodulazioni che hanno migliorato l’efficienza dell’impianto, si è riacceso un coro di opposizioni che Legambiente Calabria definisce “difficilmente comprensibili”. La sfida è chiara: conciliare la tutela del paesaggio con l’urgenza di una transizione energetica che non può più attendere, specialmente in una regione come la Calabria, esposta a eventi meteo sempre più estremi.
Un progetto che cambia volto
Come spiega l’organizzazione, il piano originale è stato profondamente rivisto per rispondere alle esigenze del territorio. La nuova versione del parco prevede la riduzione degli aerogeneratori da 37 a 31, ma con una potenza unitaria che sale da 15 a 18 megawatt.
Questo permette di mantenere una produzione complessiva di 558 megawatt, capace di soddisfare il fabbisogno di oltre mezzo milione di famiglie.
Anche le dimensioni fisiche sono state ridotte: l’altezza totale delle torri sul livello del mare è scesa da 355 a 320 metri, mentre il diametro delle pale è passato da 310 a 292 metri.

La terraferma è al sicuro
Uno dei punti più delicati riguardava l’impatto sulla costa e sulle aree di pregio agricolo. Il proponente ha accolto le osservazioni spostando la futura stazione elettrica, inizialmente prevista vicino al complesso rurale Casa del Giardino, un sito tutelato dal Mic per la presenza di uliveti storici.
Legambiente ricorda che la nuova stazione sarà traslata di 2.800 metri verso est, in un’area pianeggiante vicino alla stazione Scandale.
Questo spostamento strategico non solo salva gli ulivi secolari e i vincoli archeologici, ma riduce drasticamente la lunghezza dei cavidotti interrati da 3.600 a soli 680 metri.
Impatto visivo quasi nullo
Sulla questione del panorama, poi, i dati tecnici sembrano smentire i timori dei detrattori. Posto a una distanza variabile tra i 21 e i 59 chilometri dalla costa, il parco risulterebbe quasi invisibile a occhio nudo.
Per dare un’idea concreta, gli esperti spiegano che una torre di 320 metri osservata da terra apparirebbe come un oggetto di appena 8 millimetri visto da 70 centimetri di distanza.
Inoltre, le analisi meteo indicano che la visibilità oltre i 22 chilometri si verifica solo per 131 giorni l’anno, concentrati in inverno, mentre tra giugno e settembre la foschia estiva nasconderebbe quasi sempre le pale all’orizzonte.

Le rinnovabili convengono
Oltre ai benefici ambientali, Legambiente Calabria pone l’accento sui costi. Secondo i dati Arera, l’energia prodotta dall’eolico costa tra i 60 e gli 80 euro per megawattora, contro i 130 euro del gas e i 140 euro del nucleare.
In un momento storico segnato da tensioni geopolitiche e dal ricordo del 40 anniversario della tragedia di Chernobyl, il 26 aprile, puntare sul vento significa anche indipendenza economica.
Lo studio Svimez A2A conferma che la corsa alle rinnovabili potrebbe creare 73mila nuovi posti di lavoro entro il 2030, di cui 15miladestinati agli under 35, offrendo finalmente un futuro ai giovani calabresi.




























