Una pattuglia in perlustrazione tra i sentieri montani può fare la differenza tra la vita e la morte per le creature più indifese. Durante un regolare servizio in provincia di Reggio Calabria, i militari del Nucleo Carabinieri Parco di San Giorgio Morgeto hanno ricevuto la segnalazione di un cittadino che ha attivato i soccorsi. In località Ponte Secco, nel cuore dell’area protetta del Parco Nazionale dell’Aspromonte, cinque cuccioli di cane meticcio erano stati spietatamente abbandonati a sé stessi. I militari si sono trovati davanti a uno scenario complesso, dato che la cucciolata era stata gettata in una profonda scarpata. Il terreno scosceso, unito a una fitta vegetazione infestante e a rovi impenetrabili, ha reso la zona quasi inaccessibile agli uomini.

Una nuova speranza
La preparazione tecnica degli specialisti ha permesso però di superare le barriere naturali e di raggiungere il fondo del dirupo in tempi rapidissimi.
Gli uomini del Reparto Parco Nazionale dell’Aspromonte, operando in stretta sinergia con il Servizio Veterinario competente, hanno calato i soccorritori per mettere in sicurezza i piccoli animaletti. Senza questo tempestivo intervento, la permanenza in un ambiente così ostile avrebbe condotto le povere bestiole a una fine certa.
Una volta tratti in salvo e portati sul sentiero principale, i cagnolini sono stati rifocillati e coccolati dai loro soccorritori. Successivamente, la squadra li ha affidati al personale specializzato della struttura convenzionata con il Comune, che si occuperà delle visite sanitarie e della loro futura adozione.

Custodi della natura
Questo lieto fine accende i riflettori sull’instancabile attività di sorveglianza svolta quotidianamente nelle zone rurali e montane della Calabria.
L’azione dei Carabinieri Forestali dimostra come la tutela dell’ambiente non sia fatta solo di grandi leggi, ma anche di gesti concreti a salvaguardia degli animali d’affezione.
La presenza capillare dello Stato nei territori più isolati garantisce il rispetto della legalità e contrasta i frequenti episodi di crudeltà contro le specie viventi.
Oltre a reprimere i reati ambientali, i militari lavorano costantemente per diffondere una cultura della responsabilità verso il territorio. Ogni vita salvata tra i boschi calabresi rappresenta un tassello fondamentale per la protezione di questo immenso patrimonio naturalistico.




























