In un momento storico segnato da conflitti globali e dalle ferite aperte nel territorio calabrese, l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati annuncia la solenne Via Crucis Diocesana. L’appuntamento è fissato per domani, venerdì 27 marzo alle 20 presso il Palabrillia di Corigliano-Rossano. Quest’anno il cammino della croce si trasforma in un grido corale di speranza che unisce il bisogno di pace alla volontà di rinascita delle comunità colpite dalle recenti esondazioni dei fiumi Crati e Trionto.
Preghiera e solidarietà
Il cammino di meditazione, presieduto dall’arcivescovo monsignor Maurizio Aloise, intende trasformare simbolicamente il fango dell’alluvione in terra fertile per una nuova solidarietà.
Le quattordici stazioni intrecceranno il racconto della passione di Cristo con le riflessioni di chi ha perso tutto sotto la furia dell’acqua, ma non ha smarrito la fede.
L’obiettivo è portare in spalla la croce dei fratelli alluvionati e delle popolazioni martoriate dalle guerre, ricordando che “dopo ogni tempesta e ogni venerdì santo, la vita ha sempre l’ultima parola”.

Tra pace e prossimità
La celebrazione si snoderà su due binari principali: la pace universale e la prossimità. Si pregherà affinché il dialogo sostituisca le armi nei conflitti mondiali, mantenendo contemporaneamente una vicinanza concreta alle famiglie e alle imprese danneggiate dalle piene del Crati e del Trionto.
La Via crucis diventa così uno strumento strategico per coniugare l’impegno civico con la spiritualità, offrendo un momento di riflessione necessario per alimentare il senso di appartenenza e la coesione sociale.




























